Aule chiuse al polo Fibonacci: #chiediPerché

Fino all’anno scorso era possibile usufruire delle aule del polo Fibonacci non solo per seguire le lezioni, ma soprattutto per studiare e ripassare in gruppo ad alta voce, anche facendo uso della lavagna, indispensabile strumento per gli studenti dell’area scientifica. Riteniamo che questa modalità di utilizzo degli spazi sia un nostro diritto, e favorisca l’aggregazione degli studenti, essendo oltretutto il nostro polo un punto di riferimento anche per coloro che, pur non frequentando insegnamenti che vengono erogati nella struttura, vi trovano un posto familiare dove studiare. Da quest’anno invece le aule vengono chiuse al termine di ogni lezione. Questo provoca innumerevoli disagi agli studenti, che si vedono costretti a cercare un’alternativa nella silenziosa biblioteca o nelle tropo poco capienti aule studio (circa 160 posti a fronte dei più di mille universitari che frequentano quotidianamente il polo). Molto spesso infatti, gli studenti usavano le aule nelle ore fra una lezione e l’altra, mentre così si vedono costretti a sprecare gran parte del loro tempo libero nella ricerca di un posto adatto.

Le motivazioni che ci sono state date dai soggetti competenti alla gestione degli spazi del polo Fibonacci e dall’amministrazione centrali sono l’eccessivo consumo di corrente elettrica e i vari furti o danneggiamenti ad apparecchiature quali cavi dei proiettori, microfoni e simili. Riteniamo che queste risposte siano miseri pretesti, in quanto negli anni scorsi non ci sono state lamentele a questo proposito, ed inoltre le luci ed i computer dell’intero polo vengono lasciati accesi giorno e notte per motivi di sicurezza, mentre i materiali elettrici sofisticati sono regolarmente chiusi in appositi armadietti. La proposta del personale di tenere aperta una sola aula fino al riempimento, dopo di che aprirne un’altra e così via ci appare inadeguata: uno dei grandi vantaggi di avere molte aule a disposizione è che in questo modo gli studenti possono studiare in gruppo senza disturbarsi reciprocamente, cosa che risulterebbe impossibile se si concentrassero tutti nella stessa.

“Sinistra per…” continuerà ad esercitare pressione a chi di dovere per far sì che il diritto allo studio e all’utilizzo degli spazi venga restituito agli studenti.

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