Borsa servizi e contributi aggiuntivi: un passo avanti, non una soluzione!

iseeeA metà Gennaio si è chiuso definitivamente il bando del DSU Toscana per la borsa servizi e contributi aggiuntivi. Un risultato, raggiunto grazie a una lunga mobilitazione degli studenti borsisti ed esclusi dal tradizionale Bando Borse a causa delle nuove modalità di calcolo dell’ISEE e dell’ISPE ed a una faticosa contrattazione all’interno degli Organi istituzionali dell’Azienda Regionale e della regione stessa, che ha previsto l’innalzamento della soglia ISPE a € 45000 e il contributo aggiuntivo del secondo pasto giornaliero e di parte del canone di affitto.

Analizzando i dati il numero degli idonei risulta inferiore alle aspettative, in parte questo è stato probabilmente causato dal fatto che molti studenti si sono trovati da un giorno all’altro esclusi dalla possibilità di poter accedere ai servizi e contributi del diritto allo studio e che sono stati quindi costretti, per questioni economiche, ad abbandonare il proprio percorso di studi non potendoselo più permettere e a ritornare nei luoghi di provenienza.

Altra causa del numero relativamente basso di richieste sta nelle soglie stesse, che per quest’anno sono state innalzate, ma che risultano in ogni caso troppo basse per garantire a tutti gli esclusi, che usufruivano della borsa di studio gli scorsi anni, la possibilità di partecipare al bando per la borsa servizi.

Un ulteriore elemento da evidenziare è il numero di contributi affitto concessi: su 725 richieste sono stati concessi solamente 268 contributi affitto. La motivazione è chiara, 398 studenti non hanno presentato il contratto di affitto o il contratto presentato non è valido.
Questo è sicuramente il risultato dello scellerato mercato degli affitti per studenti che noi da anni segnaliamo, molto spesso ci si trova di fronte a canoni di affitto esagerati con contratto regolare, questo fa sì che una gran parte di studenti, in particolar modo coloro che vivono delle condizioni economiche precarie, siano costretti ad accettare affitti al nero in cambio di un canone più moderato o comunque molto più basso di un contratto regolare.

Come risolvere questa ennesima piaga? È necessario rivedere l’accordo territoriale stipulato fra Università, Comune e Diritto allo Studio, che prevede canoni calmierati per gli affitti a studenti, non solo in termini di contenuto, ma soprattutto in termini di sensibilizzazione dei locatori che spesso speculano sulle risorse che gli studenti fuori sede portano, trovando una forma adatta e accessibile con il fine di indebolire esponenzialmente il mercato nero e fornire agli studenti uno strumento equo per poter soddisfare il loro diritto alla casa.

Questa borsa servizi, anche se ampliata e rafforzata, rappresenta una misura temporanea ed emergenziale che migliora le condizioni di partenza, ma non si tratta assolutamente di una misura risolutiva. È necessario iniziare sin da subito ad aprire un tavolo di discussione per riforme strutturali sulle soglie massime per l’accesso alla Borsa di Studio 2016/2017 con Regione e DSU e che l’Università di Pisa includa nella no tax area gli esclusi a causa del nuovo decreto. Inoltre si mostra indispensabile che anche le Università, il DSU e la Regione Toscana facciano pressione al MIUR affinché i parametri di accesso siano rivisti e modificati attraverso studi adeguati entro la primavera.
Il Diritto allo Studio è un diritto di tutte e tutti e le istituzioni non possono esimersi dal farsene carico trovando delle soluzioni reali che modifichino lo stato attuale delle cose.

Sinistra Per…

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