Nuovo regolamento tasse: male, ma non malissimo

In data 06/03/2017 in Consiglio degli Studenti è stato discusso il nuovo regolamento sulla contribuzione studentesca che entrerà in vigore a partire dal prossimo anno. Questo nuovo regolamento si è reso necessario per adeguarsi ad alcune direttive nazionali e ad alcuni parametri obbligatori voluti dal MIUR e inseriti in Legge di Stabilità; questa impone alcuni principi discriminanti: non è più il solo reddito (ISEE) il parametro su cui viene decisa la contribuzione dovuta all’Ateneo da ogni studente, ma anche il tempo necessario a conseguire il titolo e il numero di CFU dati nell’anno accademico precedente.
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Vengono quindi inseriti, per legge nazionale, non solo criteri di reddito ma, per la prima volta in una maniera fortemente discriminatoria, anche parametri di merito. Tali parametri potevano precedentemente essere inseriti nel regolamento di contribuzione come una scelta politica da parte dell’Ateneo, senza alcun vincolo di legge, mentre adesso diventano obbligatori.

La legge divide quindi gli studenti in tre categorie: studenti “in corso”, studenti “fuori corso” e studenti “inattivi”. Rispetto a queste tre categorie, ognuna di esse sostanzialmente comprendente ⅓ della popolazione studentesca dell’Università di Pisa, vengono previste curve di contribuzioni differenti.

  • Studente “in corso e attivo: vengono considerati in corso tutti gli studenti regolarmente iscritti, inclusi anche gli studenti al primo anno fuori corso, che rispettano determinati requisiti di merito. Tutti gli studenti fino a 18.000€ di ISEE non dovranno versare una contribuzione all’Ateneo (la tassa regionale di 140€ dovrà comunque essere pagata). Dai 18.000€ in su, vi sarà una curva progressiva e proporzionale che porterà tutti gli studenti con ISEE pari o superiore a 72.000€ (o non presentanti ISEE) a pagare 2340€ di tassa massima. Per questa categoria la contribuzione, rispetto alla situazione presente, è diminuita per quasi tutta la totalità degli studenti.

  • Studente “fuori corso e attivo”: vengono considerati tali tutti gli studenti che sono iscritti almeno al secondo anno fuori corso e che rispettino determinati requisiti di merito. Tutti gli studenti fino a 18.000€ di ISEE dovranno versare una contribuzione all’Ateneo pari a 200€ (più la tassa regionale di 140€). Quindi per questi vi sarà un aumento di contribuzione rispetto allo status “in corso” di 200€ fino ad arrivare anch’essi a 2340€ di contribuzione massima per coloro i quali hanno più di 72.000€ di ISEE (o non presentanti ISEE). Per questa categoria la contribuzione, rispetto alla situazione presente, rimarrà pressoché invariata per quasi tutti gli studenti (aumenti non oltre i 100€). 
  • Studente “inattivo: gli studenti inattivi sono tutti gli studenti in corso o fuori corso che non rispettano i requisiti di merito sopra citati: in particolare uno studente matricola che consegue meno di 10 CFU il primo anno verrà considerato inattivo, mentre per tutti gli anni successivi il requisito minimo sarà di 25 CFU. Per gli studenti che non rispettano i requisiti di merito è previsto un aumento di contribuzione di 267€ rispetto alla categoria di studenti in corso fino ad un massimo, anche per loro, di 2340€ per studenti con oltre 72.000€ di ISEE. Per questa categoria la contribuzione verrà aumentata sensibilmente, rispetto alla situazione presente, nell’ordine dei 150€. 

Vengono inoltre depotenziati i requisiti di merito: mentre prima il miglior 20% del singolo corso di Laurea aveva una decontribuzione, adesso è il miglior 10%.

Come rappresentanti degli studenti non possiamo esimerci dal sottolineare quanto l’introduzione a livello nazionale delle tre fasce sia assolutamente discriminante, creando una differenziazione tra gli studenti basata esclusivamente sul merito secondo dei parametri calati dall’alto e che non tengono conto della realtà, arrivando all’assurdo a considerare come inattivi, cioè letteralmente come “spenti” “non funzionanti” studenti che nell’arco di un anno, per motivi vari, conseguono meno di 25 cfu. Queste figure introducono anche un’ulteriore discriminazione rispetto ai corsi di studio, laddove è ben noto che in alcune aree più che in altre è quasi ordinaria la realtà dello studente fuori corso e inattivo. Persino la scelta di una NO TAX area (per studenti in corso  e attivi fino ai 18’000€) sembra risultare solamente un “contentino”, assolutamente non esaustivo, utilizzato come attrattiva ingannevole con lo scopo di legittimare l’aumento della contribuzione per tutti quegli studenti, non solo sopra una certa soglia ISEE, ma che risultano troppo “lenti” per questo e i passati governi, che sembrano sempre più propendere verso l’ostacolamento del proseguimento di una carriera universitaria nonostante l’Italia sia fanalino di coda per numero di laureati procapite in Europa.

Non avendo margini di manovra sulla legge di stabilità, abbiamo impegnato le nostre forze per garantire una curva di contribuzione della massima equità, riducendo al minimo le differenze tra le 3 categorie. Nonostante questo non siamo assolutamente soddisfatti dell’attuale forma contributiva, soprattutto per quanto riguarda la discriminazione degli studenti impegnati nei corsi di studio notoriamente più rallentati; per questo è nostro obiettivo, come da noi dichiarato nel Consiglio degli Studenti e successivamente in Senato Accademico, impegnarci ed impegnare l’Ateneo in un lavoro molto più incisivo e radicale sulla didattica, così da eliminare alla radice le differenze fra le tre categorie di studenti.

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