RESIDENZA VIA DA BUTI, QUANDO IL COMUNE SI PRENDERÀ LE SUE RESPONSABILITÀ?

A tre anni dall’apertura della residenza studentesca di Via da Buti, di proprietà del Comune di Pisa e in utilizzo all’Azienda Regionale del Diritto allo Studio per vent’anni, permangono gli stessi problemi che si erano presentati sin da dieci giorni dopo l’apertura.

da butiLo studentato, un edificio estremamente nuovo messo in funzione nell’autunno 2014, fin dai primi momenti ha riscontrato problemi di costruzione, immediatamente segnalati al comune dall’azienda del diritto allo studio.

Quello che è arrivato agli studenti è un immobile in cui non sono stati completati i lavori dell’impianto antincendio, tanto da impedire di poter avere i relativi certificati, che dovrebbero essere forniti al DSU dal proprietario dell’edificio, ovvero il comune, cosa che costringe in questo momento ad utilizzare solo 24 posti letto sui 32 disponibili, essendo necessario sopra i 25  posti possedere i CPI.

Oltre al limitato utilizzo della residenza ci sono problemi all’intero impianto di condizionamento, è stato rilevato che non è stata fatta la coibentazione a tubature e controsoffitti, cosa che provoca la condensa dell’acqua all’interno tubi e per questo i 38 condizionatori dell’edificio, come alcuni punti del soffitto, nelle camere e negli spazi comuni, perdono acqua rovinando anche il muro, il quale il diritto allo studio è periodicamente costretto a ripulire a proprie spese, aspettando che il comune provveda a sistemare l’edificio di sua proprietà.

Nonostante siano passati 3 anni dall’apertura e dalle prime segnalazioni, ad oggi il comune di Pisa non ha nessun piano concreto per la messa a norma dell’immobile con i certificati antincendio, né riguardo i lavori all’impianto di condizionamento e, durante l’interrogazione comunale richiesta da Una Città in comune a fine Marzo, ma discussa solo a inizio di giugno, la risposta della giunta è stata che la responsabilità dei problemi sono della ditta costruttrice e che si sta procedendo per vie legali.

Ci sono voluti 3 interi anni in cui gli studenti hanno utilizzato un immobile nuovo ma “difettoso” perché il comune prendesse atto degli accertamenti fatti dai periti ingaggiati dal DSU, quanto pensa di impiegare la giunta per pianificare e mettere in pratica le soluzioni concrete per fare i lavori necessari? La preoccupazione è quella di mettere a disposizione una residenza nella quale non ci sia 1 posto letto su 4 inutilizzabile e soprattutto non vi siano infiltrazioni d’acqua, o ci si deve aspettare che ancora per anni si temporeggi scaricando le responsabilità ad altri?

Riteniamo inaccettabile che il comune di Pisa non provveda in nessun modo alle riparazioni necessarie al buon funzionamento della residenza studentesca di Via da Buti e gravissimo il temporeggiare di chi non ha alcuna intenzione di provvedere a risolvere i problemi, oltre al fatto che è il diritto allo studio è stato costretto a pagare periodicamente la manutenzione di un edificio, consegnato in condizioni diverse da quelle previste.

Vogliamo che in tempi brevi il comune provveda alla progettazione e alla messa in norma dei lavori dell’impianto antincendio e dell’impianto di condizionamento, in modo da recuperare i posti letto inutilizzabili e da risolvere i problemi di infiltrazioni, che non è possibile aspettarsi da un edificio costruito da soli 3 anni.

Sinistra per…
Una Città In Comune – Pisa

Rispondi