SanaPisa, ordinanze restrittive e controlli a tappeto. È così che si dialoga con la cittadinanza studentesca?

Ogni anno il Comune di Pisa solleva il problema della mala movida, un problema che il sindaco Filippeschi è convinto di poter risolvere emanando ordinanze restrittive anti alcol e vetro.

Come Sinistra per… individuiamo il problema nell’incapacità comunale di valorizzare la città offrendo alternative valide per tutti coloro che la vivono, dall’altra parte troviamo invece un’amministrazione che racchiude il problema nell’incapacità dei giovani di vivere le piazze in maniera civile, particolarmente durante le ore serali.

La mala movida è una delle tematiche principali sulle quali si è focalizzata la campagna di sensibilizzazione “Sanapisa”, promossa da Prefettura e Comune, che si pone come obiettivo quello di suggerire, soprattutto ai giovani, un modo sano e civile di vivere la città.

E mentre ci insegnano come vivere educatamente, in piazza dei Cavalieri  – piccolo gioiello della città di Pisa –  bagni pubblici e cestini sono stati resi fruibili al pubblico solo per un periodo limitato di tempo, (periodo in cui, inoltre, durante alcune serate la piazza non è stata resa accessibile agli studenti e a tutti coloro che la vivono durante le ore notturne), con l’effetto di trovarci nuovamente con una piazza che difficilmente ci permette di prenderci cura, così come vorremmo, della città nella quale viviamo.

È infatti proprio questo il punto cardine su cui non si è mai concentrata l’amministrazione: si considerano i giovani che vivono la città nelle ore più tarde come degli irresponsabili, incapaci di comportarsi civilmente, non dotandoli degli strumenti necessari per tenere le piazze in modo decoroso.

Invece di cercare un dialogo con la componente cittadina, ci si barrica in muri di ordinanze, restrizioni e aumento di controllo militare, che hanno come unico effetto lo svuotamento delle piazze, rendendole luoghi poco sicuri.
Inoltre, le periferie sono sempre più abbandonate a loro stesse, diventando in questo modo un luogo poco ospitale e poco vissuto già a partire dalle prime ore della sera. A peggiorare questa situazione sono state anche le scelte dell’amministrazione cittadina, che ha deciso di non investire in collegamenti pubblici ben funzionanti.

Non si vuole prendere coscienza del fatto che le studentesse e gli studenti che vivono quotidianamente la città insieme agli abitanti, rappresentano una risorsa culturale ed economica, alla quale questa amministrazione dovrebbe rispondere con aperture, promuovendo ad esempio le molteplici iniziative studentesche, e non solo, di riqualificazione degli spazi abbandonati nel pieno centro della città.
Finché si continuerà a marginalizzare la componente studentesca etichettandola come degrado, facendo ricadere tutti i problemi sul fenomeno della mala movida, si continuerà ad aggirare le richieste, senza la possibilità di trovare soluzioni adeguate e che soddisfino le esigenze di chi questa città la vive ogni giorno.

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