Ordinanze comunali: il nuovo degrado di Pisa

Tre le ordinanze della nuova amministrazione leghista che entreranno in vigore dal prossimo 8 Ottobre: una contro la vendita di alcol, una antidegrado ed una antibivacco. Da studenti che vivono questa città, risulta impossibile non esprimerci sui nuovi divieti imposti.
Che il nuovo governo della città avrebbe iniziato il proprio lavoro con politiche securitarie e antidegrado, non discostandosi dalle varie ordinanze dell’amministrazione precedente, c’era da aspettarselo. Si tratta invero di una propaganda politica che mira a nascondere i problemi reali della città e ad esasperare una continua guerra tra gli ultimi. Una propaganda in realtà che conosciamo benissimo, perché perfettamente in linea con quella della precedente amministrazione, basti pensare alla legge sul daspo urbano.
“Ho firmato queste tre ordinanze – dice il sindaco Michele Conti – perché siano adottate misure diventate improrogabili: l’obiettivo è riqualificare il centro storico della città che deve essere ordinato e pulito. Nella città che immagino, e per la quale stiamo lavorando, ci vogliono delle regole, vanno impediti comportamenti non consoni al pubblico decoro, ci deve essere sicurezza per i cittadini e accoglienza qualificata per i visitatori.” Nel parlare di “visitatori” il Sindaco non tiene in considerazione le migliaia di studenti e studentesse che attraversano ogni giorno la città arricchendola economicamente e culturalmente, ma solo quei turisti a cui si vuole presentare una città vetrina “ordinata e pulita”, nelle sue accezioni più negative, tendente alla sterilità. Ci si deve, in poche parole, ripulire da chi non rispetta dei canoni di comportamento ritenuti decorosi e anche da chi non avendo sufficiente disponibilità economica, è costretto a passare la notte sdraiato su una panchina; perchè la povertà non tocca la nuova amministrazione che, piuttosto che pensare alla risoluzione di problemi reali, pensa a nascondere problematiche insussistenti.
Con queste ordinanze si attacca anche chi ha un’idea diversa di socialità e di città, in cui le strade e le piazze non sono una vetrina del profitto e la sicurezza non è garantita dalla presenza minacciosa e costante delle forze dell’ordine, bensì dagli spazi vissuti e attraversati. Si attacca dunque un’idea di città aperta e viva, dove poter sedersi -anche a terra- e passare del tempo con chiunque in serenità, chiacchierando, suonando o bevendo una birra, fuori dai tempi alienanti e distruttivi della produttività.
Come Sinistra Per… e quindi come studenti e studentesse che ogni giorno vivono Pisa, riteniamo che che tali modalità di fare politica servano solo a distogliere l’attenzione dai reali problemi esistenti in questa città; togliere la possibilità di star seduti sulla scalinata di una chiesa non significa far scomparire il degrado, impedire di bere una birra per strada non vuol dire rendere una città più sicura. Siamo convinti che esista la possibilità di costruire una città diversa ma non attraverso politiche di questo tipo. Crediamo in una città accogliente, ricca di fermenti culturali, che di certo non sono ciò a cui si punta se i primi provvedimenti che si attuano sono volti alla privazione di dialogo e di confronto tra le stesse persone. Una città che, che punti al vero benessere di tutti i suoi abitanti- e non solo dei residenti pisani- e non si limiti, invece, ad una perfezione di sola facciata. Non vogliamo una città che vede nella socialità l’equivalente della polvere da nascondere sotto il tappeto.

Rispondi