Documento politico dello spezzone studentesco del Toscana Pride – ISTRUZIONE E AUTODETERMINAZIONE, NON REPRESSIONE!

Il Toscana Pride si avvicina!
Come ogni anno, ci sono già state e ci saranno moltissime manifestazioni nelle varie città d’Italia e quest’anno, non a caso, il Toscana Pride sarà a Pisa!
Nel 2019 non solo si celebra il 50esimo anniversario dei moti di Stonewall, avvenuti nel clima repressivo della New York del 1969, ma anche il 40esimo anniversario della “Marcia contro la violenza sugli omosessuali”, conosciuta anche come Pisa79, la prima manifestazione pubblica italiana di protesta per i diritti civili tenutasi proprio nella nostra città.

Alla luce di questi due importantissimi anniversari, come studenti, studentesse e student*, ci teniamo a far sì che riemerga quello che è lo spirito originario del Pride: la lotta per dimostrare la nostra esistenza, per autodeterminare i nostri corpi e per rivendicare i nostri diritti, che a distanza di decenni ancora non ci sono stati riconosciuti.
Quindi ci proponiamo di portare avanti una manifestazione libera, rumorosa e allegra, spudorata e colorata, ma soprattutto consapevole. Mai come in questo momento storico infatti dobbiamo lottare affinché i diritti riconosciutici non siano cancellati da coloro che rifiutano di accettare un mondo libero per tutte, tutti e tutt*, ricco di diversità.

Come student*, studentesse e studenti immaginiamo delle istituzioni scolastiche dove ci sia una maggiore inclusione di quegli argomenti che sono legati alle questioni dell’identità sessuale, perché questo mondo ha bisogno di formarsi e di formare, affinchè l’omobilesbotransfobia sia debellata, e affinchè non avvengano più discriminazioni di alcun genere.
Vorremmo l’inclusione di materie e workshop sull’educazione sessuale che comprenda anche la comunità LGBTQ+, soprattutto nelle scuole superiori di primo grado.
Chiediamo una maggiore tutela per gli/le/* student* che si trovano ancora a dover avere problemi con loro stess* e col mondo fuori, stessa tutela che chiediamo per docenti, ricercatori, tecnic* amministrativ*, personale ata.
Vorremmo luoghi e spazi accessibili a tutte, tutti e tutt*, dove, per esempio, i bagni non siano divisi per genere, dove gli/le/* student* trans non abbiano problemi burocratici legati alla loro identità, infatti vorremmo che l’uso del doppio libretto sia diffuso a livello nazionale.
Allo stesso modo vorremmo tutele per le famiglie arcobaleno, che per problemi ideologici mascherati da questioni burocratiche, si trovano a fronteggiare innumerevoli difficoltà nell’affermare e ottenere i propri diritti e quelli de* loro figl*.
La scuola e l’università devono essere un luoghi sicuri e illuminati, la comunità accademica e scolastica, ma particolarmente noi student* dobbiamo essere l’avanguardia della società e impegnarci nel portare cultura, informazione e pace nel mondo che stiamo vivendo.

Proprio in questi ultimi giorni l’Ateneo pisano non ha concesso il patrocinio alla manifestazione del 6 luglio, patrocinata invece da tantissimi altri enti e Comuni di tutta la Toscana, compresa l’Università degli Studi di Firenze. La motivazione di questa presa di posizione è stata la seguente: “l’Università di Pisa si impegna con azioni concrete per salvaguardare le diversità e la sensibilità di tutt* e perciò non risulta necessario aderire al percorso del Toscana Pride, in considerazione che si tratterebbe di un atto politico eccessivamente rischioso sia nei confronti dell’esterno, sia rispetto alla coesione della comunità accademica stessa”.
Come comunità di studentesse, student* e studenti riteniamo vergognosa tale dichiarazione, che appare come un chiaro indice di una ancora ben radicata omobilesbotransfobia all’interno dell’ambiente accademico, che, invece, dovrebbe essere la culla della conoscenza e dello sviluppo personale e sociale.
Il clima che risulta quindi aleggiare ancora nel nostro mondo universitario, può continuare a mettere in difficoltà e in grave pericolo le carriere degli studenti, dei dottorandi, dei docenti, di tecnici e impiegati che lavorano nel nostro Ateneo ed in generale negli Atenei di Italia.
Condanniamo amaramente ogni ostacolo al percorso di vita, soprattutto formativo, di ognuno di noi e ci adoperiamo a sostenere, seguendo le tracce del percorso avviato proprio a Pisa alla fine degli anni settanta, politiche accademiche che risultino sempre rispettose e indipendenti dall’identità personale degli studenti.

Ci proponiamo, attraverso il nostro dissenso, di sovvertire le norme restrittive ed escludenti che regolano la nostra società, dettate dalle leggi del patriarcato e del mercato, dall’eterocisnormatività e dal concetto di coppia esclusiva e monogamica formata da un uomo e una donna.
Ci teniamo, in fine, a sostenere e a ricordare l’importanza delle relazioni, del sostegno e dell’unità all’interno della comunità LGBTQI+ e delle sue costanti interazioni con altre realtà sociali, politiche e istituzionali, perché solo l’unità potrà permetterci di raggiungere i nostri obiettivi! Nella sigla LGBTQI+ è compresa anche la lettera Q di queer che indica un qualsiasi tipo di non conformità alla struttura normativa della società comprendendo le questioni di genere, razziali e religiose, per questo teniamo a sottolineare che la nostra è una manifestazione intersezionale, transfemminista, antirazzista e antifascista!

Tutte le studentesse, tutti gli studenti e tutt* * student* unit* per una scuola e un’università con più istruzione, autodeterminazione e meno repressione!