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LIBERIAMO LA CONOSCENZA!

Gli ultimi venti anni hanno segnato il degrado civile e morale del Paese. In particolare, in questi anni di crisi economica, anziché puntare sull’innovazione e sulla costruzione della società della conoscenza, governi di vario colore hanno progressivamente decurtato i finanziamenti all’università pubblica, alla scuola statale, al diritto agli studi.

 

Nel 2008, l’allora ministro Giulio Tremonti, ha cominciato lo smantellamento finale della dimensione pubblica dell’università italiana: sottrazione di risorse, ostacoli all’assunzione di nuovi ricercatori, privatizzazione come via preferenziale per salvaguardare gli atenei. Nel 2010, con la Legge 240, l’allora ministro Maria Stella Gelmini ha seriamente minato il turn-over delle assunzioni in ambito universitario, ha debilitato l’esistenza dei già precari spazi di democrazia nell’università, aumentando il potere dei rettori e ha rilanciato meccanismi come il prestito fiduciario (ex prestito d’onore), ossia l’indebitamento dello studente al posto del sistema di diritto allo studio fondato su borse per capaci e meritevoli seppur privi di mezzi, come recita la Costituzione.

Nel 2012, con i decreti attuativi della riforma Gelmini, il ministro Francesco Profumo ha disposto, fra le altre cose, l’aumento della tassa regionale per il DSU. Infine nell’aprile del 2014, quasi sottobanco, il governo Renzi ha tentato di operare un ulteriore taglio sui fondi destinati all’università; con la rete di Link-Coordinamento Universitario (che è oggi la nostra comune casa nazionale, l’organizzazione di cui facciamo parte) abbiamo manifestato il disappunto nei confronti di questa misura ottenendo l’annullamento della stessa. Il diritto al futuro diventa un lusso. Per costruire una società incentrata sull’investimento nelle politiche della conoscenza, per rilanciare un’Europa in cui i soggetti in formazione abbiano piena cittadinanza è necessario lottare.

Nel 2008, nel 2010 e nel 2012 e, ancor di più, nel 2014 Sinistra Per… ha unito alla passione per la buona rappresentanza alla necessità storica di scendere in campo per un futuro migliore. All’impegno in ogni corso di laurea per migliorare la quotidianità degli studenti abbiamo unito il proposito di porre davanti all’attenzi¬one dell’opinione pubblica e delle organizzazioni politiche tutte la priorità della formazione.

80106471d881e65fb54c17aceb99ac44Cultura e conoscenza, per rinnovare il Paese, per renderlo fondato sull’uguaglianza. Sembrerà uno slogan ozioso in tempo di crisi. In quello stesso tempo di crisi, però, in cui i conservatori inglesi e tedeschi, i progressisti francesi, i democratici americani, al governo nei rispettivi Paesi, aumentano gli investimenti in ricerca, innovazione, scuola, università. Con approcci diversi, senza dubbio. Diversamente, in Italia la spesa per la formazione non è mai stata vista come centrale per il superamento della crisi. Sinistra Per… non ha avuto paura ed è scesa in campo: dalle storiche occupazioni della Scuola Normale, della Torre pendente e del Sant’Anna alle manifestazioni di Roma il 14 dicembre 2010 e il 15 ottobre 2011, abbiamo promosso stagioni di movimento fondate sul pluralismo, sul rispetto delle diverse storie passate, sul comune proposito di proporre un modello alternativo di università basato sulla difesa del carattere pubblico dei saperi, sulla difesa dei diritti delle componenti più deboli del mondo accademico e degli spazi di democrazia, sempre più messi a rischio.

Sinistra Per… non si è tirata indietro neppure di fronte alla necessità di elaborare e proporre un’altra idea di università. Col contributo di associazioni studentesche territoriali e con la rete di Link-Coordinamento Universitario abbiamo lanciato l’Altra Riforma, un’idea alternativa ai modelli di università che in particolar modo le destre hanno imposto da anni.

Siamo in campo non soltanto per vigilare e per difendere i diritti degli studenti, rifiutare ed opporsi soprattutto a false logiche di merito che fanno proliferare ingiustificabili sistemi di elitarismo, numeri chiusi o numeri programmati. Oggi, come effetto delle disposizioni governative, c’è il continuo rischio dell’innalzamento della contribuzione studentesca, in particolar modo per fuori-corso. C’è il rischio continuo che i fondi per il diritto allo studio non bastino. C’è il pericolo continuo di dover fare i conti con finanziamenti statali insufficienti e inadeguati per il funzionamento degli atenei pubblici.
Dal 2013 Sinistra per… ha inoltre portato avanti la proposta di istituzione della figura di “studente part-time”: uno status dedicato a coloro che vivono l’esperienza universitaria in concomitanza con il lavoro e che, ad oggi, la affrontano con particolare difficoltà.
Tuttavia, la nostra storia continua, perché è grande come il fu¬turo che proviamo a costruire giorno per giorno, con passione, entusiasmo e voglia di studiare la realtà.

Liberare la conoscenza significa restituire alla nostra generazione, oggi, il diritto a dare voce al nostro futuro.

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