Nonostante le vere e proprie politiche “proibitive” attuate dall’attuale amministrazione, gli spazi sociali da sempre contraddistinguono e danno vita a questa città. Essi sono luoghi di elaborazione e aggregazione non solo culturale e ricreativa, ma anche e soprattutto politica e sociale. Sono infatti da considerarsi dei “polmoni verdi” che offrono in poche parole “opportunità” che tutti possono cogliere e tutti possono offrire.

pisa_distretto_42All’interno di questi spazi si affermano istanze di partecipazione e cittadinanza attiva, si tematizzano percorsi di comprensione e integrazione politica, si sviluppano attività culturali, si condividono tematiche che molte volte è difficile provare a porre all’attenzione di tutti. Di tali spazi c’è assoluto bisogno, anche se le istituzioni spesso non riescono a comprenderne e valorizzare il ruolo.

Rebeldìa e Municipio dei Beni Comuni

Cartello di associazioni unico in Italia con i suoi numerosi gruppi, nasce di fatto nel 2003 quando, attraverso l’occupazione di due edifici di proprietà dell’Università, si inserisce nella politica cittadina, riportando all’attenzione tematiche “nuove”, “diverse” quali la riqualificazione degli spazi abbandonati, l’attenzione alle numerose associazioni presenti nel territorio pisano, ecc.

Ricordiamo tra i vari immobili segnalati e riconvertito a polo didattico: l’Ex Etruria, oggi conosciuto come Polo F. Nel 2011, il progetto abbandona volontariamente la sede in via battisti in forza di un accordo politico con le istituzioni. In quella sede nascono un cinema e una biblioteca permanenti, una grande palestra di arrampicata indoor, scuole di lingue (arabo, italiano per i migranti, tedesco), e molto altro. Dopo mesi di ambiguità e mancati confronti con l’amministrazione, Rebeldia non ferma la sua elaborazione politica e riesce a costruire un percorso pubblico e partecipato sugli spazi abbandonati e sfitti coagulando tante realtà dell’associazionismo e della politica della città nel “Municipio dei Beni Comuni”.

exoloroQuesto complesso di soggetti e movimenti intraprende un percorso sancito dal dossier “Riutilizziamo Pisa” nell’autunno del 2012 con il quale restituisce alla città l’Ex Colorificio Toscano, esperienza riconosciuta anche a livello europeo e menzionato in tutti i dibattiti giuridici e socio-politici su diritti, socialità, sapere, gestione partecipata e attiva dei territori.Dopo lo sgombero di tale spazio nell’ottobre del 2013, l’occupazione temporanea della Mattonaia (abbandonata da 20 anni) e la riapertura dell’ex caserma sita in via curtatone e montanara conosciuta come “Distretto42” con i suoi 8.000mq di “Parco Don Gallo”, la storia si ripete.

rebeldiaDi fronte ad una crescente esigenza cittadina di spazi sociali, liberi e accessibili a tutti, l’amministrazione, gestendo tale complesso come un “problema di ordine pubblico” si rinchiude nella caratterizzante ambiguità e nelle mancate risposte. Il Municipio dei Beni Comuni non si ferma sulla sua elaborazione e sul suo percorso, e si fa spazio, non abbandonando mai il legame con i cittadini e tutte le realtà presenti sul territorio. Per ulteriori informazioni: www.rebeldia.net

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