ORDINANZA ANTIMOVIDA: EDIZIONE 2025

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Come ogni anno, superato il picco del turismo estivo, torna l’ordinanza contro la cosiddetta “mala-movida”, per dare come sempre il miglior benvenuto che Pisa sembra saper offrire alle matricole: insegnargli chi è che comanda in città… chi ha i vaini.

Fino a fine anno, gli esercizi commerciali dovranno chiudere all’1 di notte (alle 2, di venerdì e sabato), e la Polizia potrà arbitrariamente chiudere le piazze a chi non ha prenotato in un locale per consumare.

Misure simili vengono emanate ininterrottamente da prima del COVID, dai tempi in cui le idropulitrici arrivavano il sabato sera in Piazza dei Cavalieri per scacciarci, ma ogni volta non mancano di disgustarci.

Come al solito, parole come “degrado”, “decoro” e “malamovida” fanno parte della propaganda di una presunta emergenza di caos urbano, già ampiamente smentita dal Tribunale Amministrativo Regionale l’anno scorso, che redarguì e condannò il Comune di Pisa per questi abusi verso la libertà di movimento delle persone.

La verità è sempre la stessa: questa città vive delle tasche di chi frequenta l’Università, a cui ogni anno Pisa presenta affitti e costi sempre più alti; ma una volta presi i soldi, vorrebbe cacciarci dalla città per trasformarla in luccicante vetrina per un’elite abbiente, e per quella frazione di turismo che si ferma per più di qualche ora a margine del soggiorno a Firenze.

Mentre Comune, Confcommercio, Confesercenti e CNA stringono il “Patto per il decoro urbano e per una movida responsabile tra Comune di Pisa e categorie economiche dei pubblici esercizi”, questa avidità liberista rende Pisa sempre più esclusiva ed escludente: una desolazione senza spazi di aggregazione e offerte culturali non a pagamento.

La novità di quest’anno è che la cittadinanza (pure quella che verrà allontanata da questi spazi) dovrà “frugarsi” anche per il dispiegamento di vigilanza privata, oltre che per le verosimili sanzioni al Comune dal T.A.R. come l’anno scorso.

In attesa del ricorso, riflettiamo su cos’è l’ingiustizia: chi viola ordinanze simili per vivere la propria città, o chi allontana da Pisa chi ci abita?