Numero programmato: ci stanno riprovando, alla faccia degli organi democratici
numero programmato
Dopo aver fermato il tentativo di Ingegneria Meccanica di aumentare i punteggi per avere debiti formativi (OFA) e per bloccare tutti gli esami come conseguenza degli OFA stessi, nella Scuola di Ingegneria si è formata una commissione apposita in cui discutere i criteri di accesso omogenei ai corsi per l’anno accademico 2015/2016.
Questa commissione, che doveva valutare le scelte degli altri atenei e fare proposte al Consiglio per tutto ciò che concerne gli OFA,  si è rivelata una commissione a senso unico in cui si discute solo di numero programmato. Le motivazioni sono il sovraffollamento dei primi anni e la sostenibilità della didattica (cioè il rapporto tra immatricolati e docenti di un corso).
Quella della sostenibilità, e quindi dei requisiti richiesti dal Decreto AVA, è uno spauracchio, visto che nessun calcolo è stato portato in commissione nè sulla situazione attuale, nè su quella dei prossimi anni (considerando, quindi, i pensionamenti), nè quali SSD (Settori Scientifici Disciplinari), e quindi quali corsi di studio, saranno in difficoltà.
Quello del sovraffollamento è un problema serio ma certamente non necessita il numero programmato su tutti i Corsi, visto che ce ne sono alcuni più affollati e altri meno. Inoltre, il numero di immatricolati è sceso negli ultimi anni dal picco di 1800 a poco più di 1500 quest’anno.
Noi proponiamo come intervento quello di mettere in comune gli esami del primo anno più frequentati, ottenendo una divisione equa degli studenti tra i docenti adeguando, ove necessario, CFU, programmi. La commissione ha chiuso ogni discussione su questa e qualsiasi altra proposta, deviando miseramente la discussione solo ed esclusivamente al numero programmato, negando la possibilità di presentare una nostra proposta per la soluzione delle finte problematiche.
Ricordiamo che il Consiglio di Scuola, unico organo democratico che potrebbe farlo, non ha mai dato mandato a nessuna commissione di trovare un metodo per applicare il numero programmato, perchè non lo ha mai discusso.
Abbiamo ritenuto opportuno, per non legittimare questa pericolosa forzatura, uscire da questa commissione comunicandolo con la lettera mandata a tutti i docenti che riportiamo. Per noi rappresentanti di Sinistra Per… l’accesso agli studi debba essere libero, a maggior ragione se gli immatricolati diminuiscono, mentre il test di accesso deve essere solo autovalutativo e agli studenti non devono essere attribuiti né OFA né alcun blocco degli esami, perchè le conoscenze si verificano in sede di esame e non prima di esso.
Ci auguriamo che anche i rappresentanti di Ateneo Studenti presenti nel Consiglio di Scuola e nella commissione  operino questa scelta, e quindi delegittimino insieme a noi questa forzatura antidemocratica.
Egregi docenti,con la presente comunichiamo la nostra uscita dalla commissione di Scuola per la revisione dei criteri di accesso ai corsi di Ingegneria.
Questa commissione, nata per raccogliere i modelli di attribuzione OFA nei corsi di Ingegneria degli altri Atenei e per elaborare una serie di proposte da sottoporre al Consiglio di Scuola e ai Consigli di Dipartimento, è invece diventata una commissione per costruire una proposta di numero programmato per i tre Dipartimenti, come dimostrato nelle ultime due sedute.Siamo particolarmente preoccupati per questa evoluzione, arrivata senza la legittimazione di nessun organo democraticamente eletto. Non riteniamo, infatti, che una discussione sul numero programmato sia paragonabile ad una discussione sui criteri di attribuzione degli OFA piuttosto che su quali debbano essere le loro conseguenze.La totale assenza di qualsiasi motivazione oggettiva di questa deviazione testimonia la sua natura esclusivamente ideologica: nessun accenno numerico ai requisiti imposti dal decreto AVA è stato fatto né nella suddetta commissione né, tanto meno, in Consiglio di Scuola o in Commissione didattica, unici organi atti ad esprimersi su un tema così delicato.Non è minimamente stata presa in considerazione seriamente, nonostante la sua proposizione formale, la nostra proposta di riorganizzare l’erogazione della didattica per i corsi più seguiti così da omogenizzare il numero di studenti per ogni docente, unica motivazione ad oggi portata per giustificare una limitazione dell’accesso.Questa commissione, evidentemente strumentale ad affrontare questa discussione tra pochi, per noi non ha più alcuna legittimità e non può che essere eliminata.Chiediamo che ogni proposta venga discussa in Commissione Didattica, unico organo in cui c’è la garanzia di una discussione democratica.Siamo sempre stati, e continueremo ad essere, contrari ad ogni forma di limitazione dell’accesso al sapere, a maggior ragione se non dettata da motivazioni oggettive.
I rappresentanti di Ingegneria in Movimento – Sinistra per…

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