Il programma elettorale di Lettere Rosse🦉📖

➡️For international students (In English)
➡️Pro studentes international (In Interlingua)


Lettere Rosse è il gruppo d’area facente parte di Sinistra Per… attivo nell’area umanistica dell’Università di Pisa: è presente nel Settore 5 – Area discipline umanistiche del Consiglio degli Studenti, nei dipartimenti di CFS (Civiltà e Forme del Sapere) e FILELI (Filologia, Letteratura e Linguistica) e nei relativi corsi di studio.

Dal 2003 portiamo avanti con costanza l’attività di rappresentanza della comunità studentesca nei corsi dell’area umanistica. 

Di recente abbiamo ottenuto importanti vittorie:

  • Abbiamo introdotto gli insegnamenti di Latino 0 (Introduzione alla Lingua Latina e Lingua Latina);
  • Abbiamo ottenuto l’attivazione di un appello aperto a tuttɜ anche ad Aprile per il Dipartimento di FiLeLi.
  • Abbiamo ottenuto un ampliamento delle convenzioni per i tirocini curriculari;
  • Abbiamo gestito delle aule prenotate per essere utilizzate come aule studio nel periodo di riapertura post-pandemia; 
  • Abbiamo ottenuto l’istituzione di una commissione orario per alcuni corsi che gestisca in maniera più mirata i problemi di sovrapposizione delle lezioni;
  • Abbiamo ottenuto  l’installazione di fontanelle di acqua potabile in tutta l’area umanistica;
  • Abbiamo ottenuto le tampon-box di Ateneo;
  • Abbiamo ottenuto l’estensione oraria di apertura delle biblioteche di Antichistica e Filosofia e Storia fino alle 23 per 4 giorni la settimana

Ma non ci fermiamo qui.

Ogni giorno, nella nostra esperienza, viviamo le contraddizioni legate al definanziamento costante dell’Università pubblica.

Infatti, l’università viene messa su un piedistallo e, con fare ipocrita, totalmente ignorata nei fatti. Nell’anno 2025 abbiamo visto una drastica riduzione dei fondi destinati all’Università, con conseguenze a cascata su borse di dottorato e ricerca, sulle assunzioni e in generale su tutti i servizi: solo l’Università di Pisa ha visto andare in rosso il proprio bilancio di 16 mln. 

Le istituzioni non riconoscono il ruolo strategico che la diffusione dei saperi può giocare per il rilancio del Paese. 

In questa fase storica così incerta riteniamo sia fondamentale ripartire dal rifinanziamento del sistema formativo italiano e per far ciò quotidianamente lavoriamo per valorizzare la nostra didattica, i nostri spazi e la nostra ricerca. 

In questa fase storica così incerta riteniamo sia fondamentale ripartire dal rifinanziamento del sistema formativo italiano e per far ciò quotidianamente lavoriamo per valorizzare la nostra didattica, i nostri spazi e la nostra ricerca.

Vogliamo essere realmente incisivɜ nei processi decisionali. È un percorso ambizioso, che non può prescindere dal contributo e dalla partecipazione di tutta la comunità studentesca: i vostri stimoli e le vostre proposte sono e saranno la molla del nostro agire! 

Ci candidiamo nei Consigli di Corso, nei Dipartimenti e nel Consiglio degli Studenti per portare avanti queste idee e altre future che costruiremo insieme!

Difficoltà in ingresso e numeri chiusi

Come studentɜ ci troviamo in difficoltà ancor prima di entrare all’università, iniziando dalla domanda -non sempre ovvia- “ma riuscirò ad entrare dove voglio?’’.

L’area umanistica, infatti, prevede due corsi di Laurea con il numero programmato: il CDL in Lingue e Letterature Straniere e il corso di Laurea magistrale a Ciclo Unico di Scienze per la Formazione Primaria, il quale è un numero programmato a livello nazionale. La realtà dietro ai numeri chiusi è che viene generato l’effetto opposto: le iscrizioni calano per via del fatto che il limite di iscrizioni ci spinge a scegliere un’università sicura, che non lo prevede.

I numeri chiusi sono strumenti legati ad una logica che tende a minare il diritto allo studio e che influisce negativamente sull’attrattività dell’Università. Siamo ben consapevoli dei problemi legati al sovraffollamento delle aule, ma la soluzione non può essere limitare la possibilità di proseguire con i propri studi, quanto, piuttosto, un investimento ai fini di aumentare gli spazi a disposizione della componente studentesca. 

Non si può poi addurre la scusa delle limitazioni della docenza: sono i Dipartimenti che fanno le proprie programmazioni del Personale, che ci aspettiamo siano fatte soprattutto in virtù delle necessità della componente studentesca e per rispondere alle esigenze didattiche della stessa. 

Ci dichiariamo dunque fortemente contrari ai numeri chiusi locali e chiediamo che siano eliminati, in quanto strumenti inutili ai fini di compiere una selezione e contrari ai valori che un’università pubblica dovrebbe perseguire. I Test del CISIA non hanno, per noi, alcun valore e non sono in grado di attestare la reale preparazione dell studentɜ.  A maggior ragione che da quest’anno per alcuni corsi di laurea cresce la soglia di superamento, introdotta con giustificazioni paternalistiche circa la preparazione e la consapevolezza di sé stessɜ.
Quindi chiediamo l’eliminazione del numero locale chiuso per i nostri corsi di laurea, per dare un reale diritto allo studio alle persone interessate.

Per i corsi a numero programmato su base nazionale chiediamo invece che i corsi di Laurea si interroghino, di concerto con le altre università, sull’opportunità di ampliare, periodicamente, i posti disponibili al fine di rispondere, in modo più adeguato, alle tante richieste di cui desidera iniziare il proprio percorso di studi in uno di questi corsi di laurea. 

Chiediamo infine che le graduatorie degli ammessi ai corsi di Laurea siano fornite con un congruo anticipo. Non è possibile che non si sappia se siamo ammessi o meno ad un corso di Laurea, dopo la data di inizio del Semestre, creando immense difficoltà a chi deve trovare una sistemazione. 

I nostri poli

Dalla rilevazione delle opinioni sui nostri edifici tramite questionari, confronti e conoscenze abbiamo riscontrato problemi e difficoltà che viviamo nella nostra area è l’organizzazione strutturale dei nostri poli.
Prima di tutto, molte delle aule in cui facciamo lezione e attività collegate al nostro percorso sono prive di strumenti per seguire le lezioni e per fare ricerca, laboratorio e tirocini laddove possibile.

Quando usciamo dall’aula poi, ci troviamo, anche nei poli nuovi, assenza di welfare ed equità per tutte le persone che li attraversano.

La nostra proposta è di creare un piano straordinario di manutenzione all’interno per le aule: aggiunta di prese elettriche nelle aule che ne sono prive e manutenzione delle esistenti.
Allo stesso tempo vorremmo permettere l’istituzione di uno spazio nursery e punto di allattamento per garantire il diritto allo studio dellɜ studentɜ genitorɜ.
Assieme a ciò vorremmo ampliare il numero di distributori degli assorbenti nei bagni.

Orari, appelli e altre amenità

I due dipartimenti dell’area umanistica sono tra loro molto legati: basti guardare gli insegnamenti che sono erogati dall’uno e dall’altro. Tuttavia, i due dipartimenti devono ancora trovare una sinergia più compiuta, appena accennata con l’ottenimento di uno schema simile per i calendari accademici. Negli ultimi anni abbiamo ottenuto che gli appelli d’esame dei due dipartimenti trovassero una maggiore corrispondenza che ha permesso allɜ studentɜ una migliore organizzazione della didattica, anche considerando le molte possibilità di intreccio che vi sono tra i vari corsi di laurea. 
D’altra parte, le note ristrettezze di bilancio hanno imposto, in modo trasversale in tutto l’ateneo, una rimodulazione del numero di contratti di insegnamento e un ricorso maggiore a mutazioni e condivisioni per quel che riguarda gli insegnamenti precedentemente coperti da contratti. Dallo scorso anno abbiamo visto il ritorno della condivisione degli insegnamenti di lingua straniera da parte del Dipartimento di Fileli.

Chiediamo anche che si creino dei calendari di appelli con il numero maggiore possibile di occasioni d’esame, puntando ad avere otto appelli per tuttɜ, con almeno 3 appelli sia nelle sessioni estive che invernali.

Questa riflessione non può prescindere da una considerazione più generale relativa alle modalità di erogazione dei corsi: come è possibile che in un Dipartimento un esame da 12 cfu sia semestrale e nell’altro, invece, annuale? Queste differenze minano, ancora di più, la possibilità di accordare tra loro i calendari e di poter instaurare una seria discussione sulla possibilità di un appello a dicembre. Vogliamo perlomeno che si trovi un punto d’incontro ovvero che i calendari degli appelli siano uniformati, mantenendo, tuttavia, il massimo numero di appelli possibile per la componente studentesca.

Vogliamo che gli orari degli insegnamenti condivisi da entrambi i dipartimenti siano frutto di una concertazione effettuata da una commissione orario d’area, con docenti e studenti di entrambi i dipartimenti.
Chiediamo che i dipartimenti instaurino una riflessione generale e condivisa al fine di giungere ad una soluzione comune relativamente all’annualizzazione o alla semestralizzazione dei corsi di Laurea.

Salviamo le biblioteche!

Le biblioteche sono sicuramente tra gli spazi più frequentati dalla comunità studentesca, sia per la ricerca bibliografica che come luogo di ritrovo. Lì ci incontriamo, studiamo, ci confrontiamo e troviamo il materiale necessario per prepararci agli esami. L’importanza di questo servizio diventa poi particolarmente evidente nel momento in cui ci si approssima alla stesura della tesi e come studentɜ abbiamo bisogno di avere accesso a qualsiasi risorsa utile alla scrittura.

Le biblioteche sono quindi un luogo di vitale necessità per noi di area umanistica: abbiamo costantemente bisogno di consultare libri, articoli e riviste – che siano in formato digitale o cartaceo – per la nostra attività di studio. Per questo riteniamo fondamentale una migliore valorizzazione dei servizi offerti, anche per incentivarne la conoscenza – e di conseguenza un uso più efficiente – da parte della comunità studentesca.

A causa dei tagli operati dall’Ateneo le condizioni dello SBA (Sistema Bibliotecario d’Ateneo) sono drasticamente peggiorate: sono stati disdetti molti abbonamenti a riviste e banche dati, impedendo così allɜ studentɜ di avere accesso gratuito a diverse risorse digitali; se a ciò aggiungiamo che vi è stata pure una preoccupante riduzione del personale – che le collaborazioni part time non sono in grado di coprire – emerge un quadro in cui la qualità del servizio bibliotecario è venuta meno e rischia di continuare a farlo. I materiali a disposizione diminuiscono mentre l’Ateneo minaccia la riduzione dell’orario di apertura delle biblioteche o addirittura la chiusura di alcune di esse. Il nostro obiettivo è non solo impedire che questo accada, ma garantire un’estensione degli orari di questo servizio per noi così essenziale.

Da settembre 2025 abbiamo già ottenuto il prolungamento dell’orario di apertura delle biblioteche di Storia e Filosofia e di Antichistica sino alle 23:00 e puntiamo a richiedere anche l’apertura durante il sabato, in modo da evitare il sovraccarico delle poche aule studio che restano aperte il fine settimane, e che sono quasi sempre sovraffollate. e aumentare la copertura dello spazio di studio serale con l’apertura fino alle 23:00 anche della biblioteca di storia delle arti, del polo guidotti

Non è tollerabile trovarsi costretti a comprare decine di libri dal costo esorbitante per sostenere qualche esame quando una migliore gestione del servizio bibliotecario garantirebbe la possibilità di accedere gratuitamente a tutto il materiale necessario. Vogliamo non solo salvare la biblioteca da una pessima gestione ma riteniamo che i dipartimenti di area umanistica possano e debbano fare un investimento reale devolvendo fondi adeguati alle necessità delle biblioteche ed erogandoli in tempi congrui ai fini di una gestione di bilancio più efficiente, con lo scopo di potenziare gli accessi digitali e poter avere finalmente una politica di acquisti programmatica.

Il nostro obiettivo, perciò, è quello di evitare un’ulteriore riduzione dei servizi offerti e ambire a un ripristino di quelli persi, oltre a un’integrazione di quelli che riteniamo debbano essere aggiunti. In poche parole: avere un ambiente funzionale e accogliente per gli studentɜ, in grado di fornire tutti gli strumenti necessari a migliorare la qualità del nostro studio.

E pretendiamo più aule studio!

Le aule studio rappresentano da sempre un tassello fondamentale nella vita universitaria: non sono soltanto spazi dedicati alla preparazione degli esami, ma anche, a nostro avviso soprattutto, luoghi di aggregazione e di costruzione di una vera comunità studentesca. Esse sono molto spesso l’unica area in cui molti di noi hanno la possibilità di portare avanti in tranquillità i propri studi, lontano dalle distrazioni o dagli ostacoli che si potrebbero riscontrare in altri spazi. Esse sono in sostanza gli spazi preferenziali in cui coltivare ed approfondire le proprie passioni e al contempo potersi prendere una pausa in compagnia dellɜ colleghɜ, creando così un piacevole contesto di costruzione collettiva dei saperi.

Sfortunatamente la tendenza che è andata a delinearsi negli ultimi anni confligge decisamente con queste considerazioni: i posti sono pochi, gli orari dei poli sempre ridotti e la qualità degli spazi in continuo calo per via delle mancate manutenzioni.
La distinzione tra biblioteche e aule studio è andata ad assottigliarsi a tal punto che ormai praticamente tutti ne hanno dimenticato la differenza, a danno degli spazi bibliotecari, strutturalmente non predisposti a questo genere di attività.

Questo è l’evidente sintomo dell’assenza di politiche capaci di rispondere ad una reale necessità di tutta la comunità studentesca, necessità che come rappresentanti abbiamo fatto presente svariate volte, sia negli organi deputati che in incontri con figure di riferimento per il tema, quale il prorettore all’edilizia.

Nella nostra area l’unica aula studio degna di questo nome è quella di Palazzo Ricci, la quale conta 30 miseri posti a fronte di a 9147 immatricolati nei dipartimenti di CFS e FiLeLi.

Per questi motivi, come Lettere Rosse, ci impegnamo affinchè:

  • Gli orari d’apertura dei poli vengano estesi, così da garantire flessibilità nell’accesso agli spazi
  • Vengano trovate nuove aree dedicate allo studio, partendo dai numerosissimi spazi in disuso a disposizione dell’ateneo

Per una Unipi Internazionale!

La nostra area è quella con il maggior numero di studentɜ internazionalɜ. Grazie a noi negli ultimi anni la nostra università ha iniziato a comprendere le sfumature della condizione ‘’internazionale’’: abbiamo, infatti, portato all’attenzione il problemi dellɜ studentɜ senza alloggio (nonostante spettasse loro di diritto), della partecipazione alla vita comunitaria e altre difficoltà che riscontrano.

L’Ateneo non sembra davvero interessato a integrare: abbiamo visto l’eliminazione dell’ISEE Parificato, abbiamo visto l’introduzione della propedeuticità della lingua italiana su lingua araba a Lettere (e i connessi tentativi a Storia); tentativi che dimostrano l’incoerenza dei nostri dipartimenti che incentiva l’internazionalizzazione ma che dall’altra parte ha comportamenti razzisti.

Ma i nostri sforzi non si fermano all’internazionalizzazione in entrata. Infatti da anni cerchiamo di fare qualcosa anche per lз nostrɜ compagnз in cerca di esperienze di studio internazionale, che spesso sono in difficoltà perchè per accedere a tali esperienze spesso si trovano davanti ad un percorso ad ostacoli fatto di garbugli burocratici e quasi totale mancanza di sostegno finanziario, che spesso limitano la possibilità di intraprendere tali esperienze ai soli più ricchi e pazienti.

Negli scorsi due anni abbiamo collaborato con associazioni del territorio e uffici della nostra università, e poco alla volta stiamo creando un’intersezione. Ma non ci fermeremo qui.

Per queste motivazioni, come Lettere Rosse, ci impegneremo a:

  • inserire orientamento e inclusione per la componente studentesca internazionale dei nostri dipartimenti;
  • rivedere le convenzioni con le università straniere rendendole maggiormente conformi agli interessi della componente in entrata;
  • ritirare le ultime modifiche al regolamento che sono state introdotte negli ultimi mesi.

International Students (ENGLISH)🗺️

Hello! Lettere Rosse is the area group that is part of Sinistra per… We represent the FiLeLi (Philology, Humanities, Languages) and CfS (Civilization and Forms of Knowledge) Departments.
Our mission is to represent all students of the University of Pisa and therefore also those who choose it from abroad.
Right now our goals are focused on teaching, spaces and everything beyond.

We propose to:
-Improve international offices communication with students and the access to informations
-Organize orientation and inclusion initiatives for the international student component of our departments
-Revise agreements with foreign universities by increasing them and making them more matching with the educational interests of the student component of the various degree programs
If you agree with us and want to be part of the change, join us! You can contact us on social media (@lettererosse_unipi on Instagram), participate in our assemblies and events.

Contact us if you have any questions and if you need further information about our University and our activities.

Studentes International (INTERLINGUA)🗺️

Salute! Lettere Rosse es le gruppo local que face parte de Sinistra per… Nos representa le Departamentos de FiLeLi (Philologia, Humanitates, Linguas) e CfS (Civilisation e Formas de Scientia). Nostre mission es representar tote le studentes del Universitate de Pisa e dunque anque illes qui lo selige ab extraniero. Actualmente nostre objectivos es concentrate super le docentia, spacios e toto ultra.

Nos propone de:

  • Meliorar la comunicaciòn de le officios international y el accesso a los informaciones
  • Organisar initiativas de orientation e inclusion pro le componentia studentil international de nostre departamentos
  • Revider le accordos con universitates estranier per augmentar los e facer los plus correspondente con le interesses educational del componentia studentil del varie programas de graduato

    Si vos es de accordo con nos e vole esser parte del cambio, junge vos a nos! Vos pote contactar nos in le medios social, participar in nostre assemblatas e eventos.

    Contacta nos si vos ha questiones o si vos necessita informationes ulterior sur nostre Universitate e nostre activitates

Tirocini e laboratori

Ad un certo punto del percorso di studio arriva il momento di iniziare il tirocinio curriculare e il problema che ci si pone spesso è: a quale azienda o ente mi posso rivolgere?

Dando uno sguardo alle convenzioni con l’UNIPI, notiamo che le scelte sono notevolmente ridotta; sono poche e in molti casi non hanno niente a che vedere con il proprio percorso di studio. È per questo motivo che proponiamo di far convenzionare più istituti, in modo tale che vi possa essere una maggiore coerenza tra tirocinio e piano di studi.  

Il percorso per stabilire un nuovo accordo tra un ente e l’Università è poi molto travagliato e dettato da tempi burocratici molto lunghi; occorre pensare a iter burocratici che siano più semplici.

In aggiunta, prevediamo la presenza di una blacklist in cui inserire le aziende che prevedono incarichi non in linea con la nostra istruzione universitaria e con cui riteniamo poco opportuno coltivare possibilità di tirocinio. Nonostante l’Università ne sia a conoscenza, spesso e volentieri vengono continuate convenzioni con aziende che ci sfruttano. 

Vorremmo offrire anche la possibilità di un supporto conclusivo dell’esperienza dellə studentə, attraverso l’attivazione, anche nei nostri Dipartimenti, di questionari anonimi utili alla valutazione sia del tirocinio stesso sia del docente referente e della qualità dell’ente presso cui si è svolta l’esperienza formativa.

La nostra proposta, dunque, è di ripensare da capo i tirocini: partendo dalla ricerca di essi vogliamo facilitare il dedalo di siti e rimandi, procedendo poi ad ampliare l’offerta connettendoci maggiormente al mondo del lavoro e rendere più snello il contatto finale con gli enti eroganti, nonché poter infine monitorare, sia per noi che per lɜ futurɜ colleghɜ, dall’inizio fino alla fine il tirocinio.

Anche i laboratori sono strumenti utili e momenti formativi per quanto riguarda il percorso dellɜ studentɜ, che permettono di toccare con mano la teoria che affrontiamo quotidianamente. Tuttavia, molti di questi laboratori hanno criteri in ingresso restrittivi, che non permettono di fatto di inserire l’attività di laboratorio al momento opportuno nel proprio percorso, poiché hanno richieste di esami sostenuti piuttosto limitanti.

La nostra intenzione è quella di snellire questi criteri e far in modo che i motivi per cui sono stati selezioni siano risolti, al fine di permettere un accesso ai laboratori più libero per più studentɜ.

Finalmente arriva la tesi

La tesi è il punto d’arrivo per ogni studentə. Tuttavia, la maggior parte di noi arriva a questa tappa impreparatə. I punti problematici sono: poca esperienza e dimestichezza nella scrittura, scarsa capacità di adattare le proprie idee al testo scritto.

Nel corso degli anni sono stati pubblicati vari paper come “tutorial”. Quest’ultimi avevano lo scopo di dare un’infarinatura generale, ma non è abbastanza. Non bastano soltanto le linee guida! Abbiamo bisogno di più mezzi per affrontare le lacune di un sistema che non prepara al meglio lɜ studentɜ. Chiediamo più laboratori incentrati sulla stesura della tesi e spazi creativi in cui vi si possono sperimentare metodi di scrittura adeguati. Inoltre, vi è bisogno di un’adeguata preparazione allo studio bibliografico ed alla sua corretta formulazione all’interno dei testi ufficiali. Chiediamo che l’università ci dia la possibilità di aiutarci per affrontare il compimento degli studi. Non è finita qui!Noi di Lettere Rosse proponiamo un cambio diretto per le relazioni fra studente e docente.

La nostra proposta vuole creare apposite norme redazionali per ogni CdS. Le norme sono intese per essere accessibili, chiare e semplici. Infine, chiediamo che le revisioni dei regolamenti della tesi siano effettuate ai fini di facilitare la stesura di quest’ultima.

Oltre la didattica

Per superare la prospettiva di un percorso universitario scandito esclusivamente da corsi ed esami da svolgere, da sempre ci impegniamo nella costruzione di spazi di socialità e di comunità. 

Come lo facciamo?

Eventi culturali, conferenze, spettacoli teatrali, cineforum, merende e aperitivi utilizzati come occasioni d’incontro, di discussione e socializzazione fra studentɜ; a questo si aggiunge il grande impegno svolto nei precedenti due anni nel tentativo di fornire canali di comunicazione sicuri e collettivi grazie all’introduzione delle community WhatsApp e Telegram; l’attivazione di una nuova stanza dedicata alla nostra attività di rappresentanza, costituita in modo tale da essere un infopoint e un luogo di accoglienza anche per lɜ nuovɜ immatricolatɜ dell’area, all’interno della quale si costituisce con il tempo una piccola biblioteca. 

Tutto questo avviene grazie alla volontà di creare un’università che sia anzitutto spazio sociale, anche lì dove l’edilizia sembra venir meno. 

Per questo chiediamo una maggiore accessibilità degli spazi, una loro più agevole concessione che vada incontro all’idea di un’università sempre più sociale e che renda la componente studentesca sempre più protagonista all’interno dei vari poli. 

Gli spazi devono offrire servizi più accessibili e rendere autonoma la componente studentesca.

Negli anni siamo riusciti a migliorare il servizio dell’acqua potabile nei vari dipartimenti, ma questo non può bastarci. 

Chiediamo che gli spazi siano aperti e posti al servizio della comunità studentesca, sia attraverso l’inserimento di strumenti musicali nei poli, sia attraverso il miglioramento dei punti all’aperto, di modo che questi possano costituirsi come effettivi luoghi di ristoro e non si limitino a masse di mattoni e vadano incontro alla necessità di coinvolgere la comunità in attività che siano oltre la didattica.

Tutto questo ha per noi il valore di rendere liberə l’universitariə e di portare incredibili miglioramenti anche in altri ambiti, mostrando come un ateneo di comunità possa davvero cambiare le cose nell’epoca dei grandi numeri e delle richieste cifrate.