Programma elettorale 2026 Gruppo Sestante

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Settimo appello 

Come purtroppo sappiamo, già da diversi anni è stato eliminato il settimo appello che si collocava nella sessione invernale. In questo modo si avevano a disposizione un numero pari di appelli per entrambe le sessioni, più quello di settembre.  

La rimozione dell’appello è stata giustificata con la tesi di non voler trasformare l’università in esamificio, questo mentre i parametri del Ministero assegnano i contributi in base ai crediti ottenuti da studentə, così come le stesse borse di studio, per essere mantenute, richiedono l’ottenimento del cfu.  

Altra giustificazione data è stata quella di voler favorire la “sedimentazione delle conoscenze” sostenendo che l’appello eliminato avrebbe permesso di introdurre pause didattiche, settimane di recupero e per estendere le settimane di lezione. 

Secondo noi questa misura compromette il diritto allo studio e allunga i tempi di laurea. 

Il problema principale è la qualità spesso carente della didattica: eliminare un appello senza esaminare le cause del rendimento della componente studentesca è una decisione affrettata e irresponsabile da parte del dipartimento. 

Chiediamo quindi: 

  • il ripristino, in sede di calendarizzazione didattica, del settimo appello ordinario, che sia un terzo invernale o uno primaverile, per favorire la partecipazione e non togliere possibilità a studentə di sostenere un esame in più; 
  • l’implementazione del prolungamento di appello, già adottato in alcune aree: è un appello aggiuntivo che permette di avere due date nello stesso appello, con l’unico vincolo di non poter sostenere la stessa materia in entrambe le date, potendo comunque sostenere due materie diverse. 

Prove intermedie

Le prove intermedie sono un ottimo modo per alleggerire il carico di studio e permettere a tuttə di organizzare meglio i propri tempi di studio e quelli di vita.

Diversi docenti hanno dato la possibilità a studentə di sostenere tali prove, ma, in alcuni casi, l’ accesso a queste richiede una soglia di presenze che spesso non sono sostenibili. Non solo: questo ha portato all’introduzione di pratiche come la richiesta di presenza attestata con la firma o con un qr code, pratica deprecabile e contro il regolamento didattico d’ateneo. Infatti, l’art.23-ter affermano che per lo svolgimento delle prove in itinere valgono le stesse regole per gli esami in sessione e l’art.24, comma 1, specifica che gli unici corsi che prevedono una modalità di verifica della partecipazione sono quelli con obbligo di presenza. Scienze politiche non ha obbligo di presenza, motivo per il quale non è possibile richiedere la stessa per lo svolgimento delle prove intermedie. 

Considerato ciò noi chiediamo di: 

  • incentivare più docenti a organizzare le prove intermedie;  
  • eliminare, ove fosse stata richiesta, la soglia di frequenza minima necessaria a parteciparvi. 

Parificazione del programma per frequentanti e non frequentanti

Ad oggi studentə che non frequentano un corso tendono a dover svolgere un programma d’esame con testi integrativi o monografie aggiuntive. In questo senso, la parificazione totale -  ovvero l’applicazione dello stesso programma – non è sempre la norma. 

Simili differenze permettono ai primi di prepararsi su appunti e materiale ridotto, mentre i secondi devono studiare il manuale integralmente o testi aggiuntivi. 

Partendo dal fatto per cui spesso, le lezioni si svolgono in orari non concatenanti ma sovrapposti, noi studentə ci ritroviamo a dover scegliere quali lezioni seguire e quali dobbiamo sperare negli appunti dei nostri compagni. Oppure se volessimo dare un esame in più e portarci avanti sul programma, il carico di studio imposto comporterebbe uno studio maggiore. 

Col tempo la pratica della separazione del programma per i frequentanti e non è stata sempre più ridotta, tuttavia senza scomparire del tutto. Quello che noi proponiamo è di ufficializzare questa pratica, abolendo progressivamente questa separazione. 

Seminari professionalizzanti

In risposta alle evidenti inefficienze del vecchio sistema di gestione dei tirocini, l’amministrazione del nostro Dipartimento ha deciso di escludere completamente queste attività dal piano di studi del corso triennale di scienze politiche, implementando delle soluzioni ad essi sostitutive denominate “seminari a carattere professionalizzante”. 

Benché utili a coprire momentaneamente la perdita, queste attività rappresentano per buona parte della comunità studentesca un semplice scoglio, utile solo ad allontanare la data della laurea e a creare numerose frustrazioni. 

Complici di questo soprattutto la scarsa offerta promossa dal dipartimento e i limitatissimi posti disponibili, con conseguenti corse all’iscrizione sul portale “Valutami” che spesso li esauriscono in pochi minuti. 

Crediamo fortemente che, al fine di costituire una reale opportunità di crescita per chi frequenta il nostro Polo, sia fortemente necessario ampliare la varietà di seminari professionalizzanti disponibili, aumentando il numero di posti a disposizione per singolo seminario e promuovendo una maggiore diversificazione nelle tematiche trattate. 

Siamo inoltre a favore della reintroduzione delle attività di tirocinio come alternative a quelle seminariali, in maniera tale da dare agli studenti anche la possibilità di guadagnare esperienze pratiche nei campi di loro interesse nel caso in cui lo ritenessero necessario.

Questionario post esame 

Oggi sappiamo bene che, per iscriversi agli esami, è necessario compilare su “Valutami” un questionario riguardante la qualità generale del corso e dell’infrastruttura messa a disposizione. 

Sebbene sia importante la compilazione di quest’ultimo, che permette di collezionare feedback molto utili, noi pensiamo che non sia sufficiente. 

Crediamo infatti che l’esame sia parte integrante del corso, e debba essere valutata da noi studentə esattamente come tutta la parte precedente. Senza un questionario successivo all’ esame infatti, le nostre tutele  potrebbero venire meno in quanto saremmo  privi della possibilità di definire gli aspetti da perfezionare degli esami. 

Considerato ciò chiediamo l’introduzione di un questionario post-esame che dia non solo informazioni utili al miglioramento delle prove e dei corsi, ma che possa essere un dispositivo di tutela all’interno delle classi e dunque presidio di eguaglianza.

Corsi ed esami di lingua 

Il Dipartimento di Scienze Politiche è uno dei pochi a predisporre all’interno dei propri corsi di studio un obbligo di doppia lingua. Riconoscendo il valore di una simile proposta, riteniamo, sulla base delle esperienze degli anni passati, che vi siano problematicità nell’attuale organizzazione per quanto concerne lo svolgimento degli esami.  

I corsi di lingua (come francese, inglese o spagnolo) sono divisi in lettorato e programma del corso di studi. Al momento il Dipartimento non dispone delle risorse economiche per l’assunzione di un docente di lingua proprio, ciò comporta che i corsi vengono attivati in convenzione con altri dipartimenti se non direttamente con il CLI (centro linguistico d’ateneo). Il problema maggiore è che, in particolar modo per i lettorati, non vengono messi a disposizione sufficienti appelli rispetto ad altri corsi, creando situazioni di disagio per le quali le lauree ingiustificati ritardi.  

Al momento tali problemi sono stati risolti grazie ad un colloquio con la direzione del CLI, ma come Gruppo Sestante chiediamo che situazioni di disagio come questa siano affrontate strutturalmente e non lasciate alla buona volontà dei docenti di venire in corso alle nostre esigenze.  

Biblioteche e materiale digitale 

Le biblioteche sono luoghi molto frequentati per studiare ma quantə studentə davvero le sfruttano per prendere in prestito e consultare libri? Spesso ci scordiamo il loro scopo originale e così le biblioteche diventano una delle risorse a nostra disposizione che più sottovalutiamo. Questo è principalmente causato dagli scarsi numeri di copie disponibili, dall’inadeguatezza dei tempi di prestito rispetto ai tempi di studio o talvolta anche l’assenza dei testi. 

Adesso che molti testi possono essere trovati anche in copie digitali crediamo che i docenti debbano impegnarsi nel fornire i materiali alla componente studentesca o assicurarsi la presenza di essi nelle biblioteche. L’acquisto di tali copie da parte dell’Università agirebbe come un deterrente fondamentale nella vendita illecita dei materiali nelle copisterie. 

La digitalizzazione e il rinnovamento delle biblioteche è quindi un passo importante per garantire davvero un diritto allo studio che rispetti le differenze nelle risorse a disposizione di tuttə gli studentə. 

Pausa pranzo 

L’attuale organizzazione della didattica presenta una criticità spesso sottovalutata, ma estremamente impattante sulla vita quotidiana: l’assenza di un momento consono per il pranzo.  

A seconda della distribuzione delle lezioni in una giornata, siamo costretti a tentare di mangiare in meno di un quarto d’ora. Tale tempistica non è spesso fisicamente possibile. 

Perciò per avere un tempo decente per pranzare ci troviamo a dover scegliere di uscire prima o di ritardare l’ingresso alla lezione successiva, ma questa non dovrebbe essere una scelta. Non dovremmo considerare di saltare il pasto solo per poter seguire le lezioni o al contrario di saltare le lezioni per poter mangiare. 

Quindici minuti non sono sufficienti. In altri dipartimenti la pausa pranzo è prevista ed arriva fino a 45 minuti. Come Gruppo Sestante chiediamo perciò che in orario di pranzo, la pausa sia allungata passando dal quarto d’ora accademico ad almeno mezz’ora. 

Didattica integrata 

Vogliamo consolidare un modello di didattica integrata che affianchi stabilmente le lezioni in presenza con strumenti digitali efficaci. Per questo, chiediamo che le lezioni siano registrate e rese accessibili in modalità asincrona, così da permettere a tuttə di rivedere i contenuti in base ai propri tempi di studio. Questo strumento non deve sostituire la partecipazione in aula, ma rappresentare un supporto concreto per la comprensione e il ripasso delle materie. Le registrazioni risultano fondamentali per chi lavora, per chi ha difficoltà di frequenza o necessita di tempi di apprendimento flessibili. Garantire un accesso a questi materiali di lezione significa rendere l’università più inclusiva e attenta ai bisogni reali della nostra comunità studentesca. 

Drive condiviso per appunti e materiali  

Proponiamo la creazione di un drive condiviso, gestito in modo collaborativo, contenente appunti, materiali di studio e testi gratuiti elaborati dalla componente studentesca. Questo spazio digitale, strutturato in ottica open source, permetterebbe una maggiore circolazione delle fonti e di alleggerire, almeno in parte, il carico economico e cognitivo legato al percorso universitario. La condivisione organizzata dei materiali favorirebbe inoltre un approccio più cooperativo allo studio, valorizzando il contributo attivo delle studentesse e degli studenti. Tale strumento andrebbe affiancato ai materiali ufficiali forniti dal corpo docenti senza sostituirli, piuttosto arricchendo così le possibilità di apprendimento.  

L’obiettivo è quindi costruire un sistema accessibile, partecipato e sostenibile. 

Aumentare la portata della connessione internet  

Al giorno d’oggi internet è diventato  uno strumento indispensabile per la carriera universitaria. 

Per fronteggiare difficoltà e disparità nell’ambiente scolastico, l’Università di Pisa ha messo a disposizione un wi-fi al quale possono accedervi tutti, munendosi delle credenziali di iscrizione. 

Questo ha favorito la condivisione di materiale didattico, la preparazione di prove intermedie e persino interi esami per via digitale. 

Sfortunatamente il malfunzionamento della rete ha causato disagio durante lo svolgimento delle lezioni, confusione qualora i professori lo utilizzassero come mezzo per raccogliere le presenze e interruzioni durante le prove d’esame. 

Se internet è diventato un canale fondamentale per il completamento dell’esperienza universitaria risulta necessario garantire il suo funzionamento in ogni angolo del polo, evitando disagi, permettendo invece a qualsiasi tipo di dispositivo di potersi collegare ai siti universitari e accedere alle risorse procurate da ciascun docente. 

Così facendo, potremmo assicurarci che i dispositivi elettronici siano un vantaggio per tutta la comunità studentesca, anziché essere un’ulteriore preoccupazione.  

Dipartimento: spazi, socialità e cultura 

Il Dipartimento non è solo un luogo di lezioni ed esami: è uno spazio di vita che deve essere vissuto quotidianamente da studentesse e studenti. Oggi, però, la logica della competitività e della produttività ha trasformato il nostro polo in un “esamificio”, riducendo tempi e spazi di socialità e rendendo l’esperienza universitaria spesso alienante. 

Vogliamo invertire questa tendenza, costruendo un Dipartimento più aperto, accessibile e umano, in cui socialità, cultura e benessere studentesco siano centrali. 

Per questo proponiamo: 

  • più spazi comuni aperti e realmente fruibili per studio, incontro e socialità, con una gestione più efficace, partecipata e orientata al loro pieno utilizzo da parte della comunità studentesca, valorizzando e rendendo realmente vivi anche gli spazi già esistenti; 
  • il sostegno a iniziative culturali, assemblee e momenti di confronto promossi da studentə; 
  • l’organizzazione di momenti di socialità sicuri, inclusivi e accessibili, valorizzando gli spazi di aggregazione esistenti; 
  • la costruzione di questi momenti attraverso processi orizzontali, aperti e partecipativi, che coinvolgano il maggior numero possibile di studentesse e studenti, sviluppandosi a partire da momenti assembleari ampi, aperti e visibili, garantendo trasparenza, accessibilità e reale partecipazione della componente studentesca; 
  • la piena valorizzazione delle aule come spazi centrali della vita universitaria: non semplici contenitori della didattica, ma luoghi di produzione e trasmissione del sapere, di confronto e di cultura. Le aule appartengono alla comunità studentesca proprio in quanto spazi del sapere, e devono poter essere vissute anche oltre la lezione frontale, come ambienti aperti, accessibili e capaci di ospitare studio, discussione e iniziative collettive. Ripensare le aule significa riconoscere il loro il valore politico e culturale, significando la loro funzione come pienamente pubblica e condivisa; 
  • la valorizzazione delle aule prossimamente riabilitate presso il Dipartimento di via Serafini come spazi di studio e luoghi di aggregazione realmente fruibili.