Programma elettorale 2026 Sinistra per… Giurisprudenza

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PERCHE’ FACCIAMO RAPPRESENTANZA

Sinistra Per… è un movimento di rappresentanza studentesca che a Pisa lotta per il miglioramento delle condizioni di tutta la comunità universitaria. Siamo indipendenti, politicamente ed economicamente, da ogni tipo di sindacato, partito, organizzazione a scopo di lucro: riteniamo infatti che solo con l’indipendenza e non seguendo logiche esterne alla comunità che vogliamo rappresentare possiamo raggiungere i nostri obiettivi a pieno. Siamo un’organizzazione che ogni giorno promuove, attraverso lo strumento fondamentale della rappresentanza, il miglioramento delle nostre condizioni materiali come componente studentesca.

Le nostre assemblee sono aperte a chiunque voglia partecipare per portare i bisogni propri o della sua comunità e per trovare soluzioni concrete e soddisfacenti. Per far sentire la voce della comunità studentesca c’è bisogno di consapevolezza e di rivendicazioni forti per cui lottare a tutti i livelli, dal Consiglio di Corso di Laurea al Consiglio di Amministrazione: per questo motivo ci candidiamo alle elezioni studentesche! Saremo il megafono per la voce dellз studentз, portando negli organi di rappresentanza un’idea di Università libera, laica, antifascista, di qualità e di massa, aperta a tuttз, in grado di adempiere al compito per cui è chiamata a rispondere, essere il motore del cambiamento della società!

DIDATTICA

Durante l’emergenza pandemica sono stati implementati nuovi strumenti di didattica, che hanno rappresentato un passo avanti verso la più facile fruizione del materiale. Abbiamo visto, ad esempio, come le registrazioni abbiano permesso a categorie come studentз lavoratorз o genitorз di riuscire a rimanere al passo con lezioni e corsi. Crediamo che questi strumenti debbano essere valorizzati al meglio delle loro possibilità. Per migliorare la fruizione delle lezioni, stiamo lottando per mantenere, come strumento a supporto della didattica tradizionale e in maniera diffusa su tutto l’Ateneo, le registrazioni delle lezioni, come materiale didattico integrativo.

Una Didattica integrata deve poi avere come presupposto la possibilità di accedere a materiale informatico e a dispositivi elettronici, a prescindere dalle condizioni economiche di partenza.

Al momento il portale del dipartimento è confusionario e non è sempre facile reperire informazioni anche importanti e lo stesso vale per i diversi siti web in cui sono sparse le comunicazioni e i contenuti dell’Ateneo. La maggior parte della componente docente per caricare il materiale utilizza Teams, ma spesso senza comunicarlo. Crediamo che l’accessibilità delle piattaforme e dei materiali sia la base di partenza per poter permettere aglз studentз di affrontare il percorso universitario nel modo migliore. Ci proponiamo di monitorare il caricamento e la diffusione dei materiali, ma siamo consapevoli che la spinta debba arrivare dal nostro Dipartimento. Vogliamo che venga promosso l’uso delle piattaforme digitali nel corpo docente, incentivando il caricamento di dispense, slide e ogni altra risorsa utile fin dall’inizio delle lezioni e non solo al termine, in modo da garantire l’accessibilità anche per le persone non frequentanti.

Il materiale caricato deve essere chiaramente completo, ma anche comprensibile e accessibile a tutta la comunità.

Rinnovo del materiale didattico

Per studiare nel nostro Dipartimento sono necessari libri di testo, che, a causa della natura in continua evoluzione del diritto, occorre che siano sempre aggiornati. Uno dei problemi principali su questo fronte è sempre stato il manuale di Diritto Privato, risalente al 2009. In Commissione paritetica siamo riuscitз a risolvere parzialmente questo problema con l’indicazione nei programmi di un manuale aggiornato alternativo al quello del 2009, ma questo non è l’unico caso. Ci proponiamo di monitorare la situazione affinché quanto ottenuto si mantenga nel tempo e, in generale, ci impegniamo affinché lз docenti indichino manuali aggiornati o mettano a disposizione dellз studentз l’eventuale materiale integrativo in tempi brevi. Chiediamo infatti che per eventuali integrazioni dei programmi, lз studentз non siano costrettз a dover comprare svariati manuali da cui trarre solo poche pagine, ma che vengano messi a disposizione direttamente sulle piattaforme a nostra disposizione.

Ripensare la didattica

Il nostro corso di studi si caratterizza per avere un approccio prevalentemente teorico e per la sola modalità di esame orale.

Quello che chiediamo è l’introduzione sia di modalità di apprendimento alternativo a quello tradizionale, anche per conformarsi al metodo di insegnamento degli altri stati dell’Unione Europea, sia di esami anche scritti, che consentano di esercitarsi nella scrittura, elemento fondamentale per il nostro percorso post laurea. Nell’ultimo anno, la Presidente di Corso di Giurisprudenza ha attuato una politica che prevede l’implementazione di prove intermedie scritte. Vogliamo che questa pratica si estenda a tutto il Dipartimento e che venga implementata affinché la comunità studentesca possa apprendere in maniera seria e costante la scrittura giuridica.

Inoltre, riteniamo utile anche l’introduzione di “gite istruttive” sia a livello nazionale (es. visite alla Corte di Cassazione) che internazionale (es. visite al consiglio europeo, BCE ecc.) che ci diano la possibilità di conoscere meglio come funzionano, in termini pratici, le varie istituzioni. Tutto questo ovviamente con il sostegno economico dell’Università affinché nessunǝ studentǝ possa essere esclusǝ a causa della condizione economica di partenza.

Per lo stesso motivo il Dipartimento ha attivato, su nostra proposta, dei seminari integrativi da 3 cfu, quali ad esempio Retorica giudiziaria e Italiano per il diritto, che permettono di sostituire i 6 cfu di attività a scelta. Ci impegneremo nei prossimi due anni a chiedere più fondi per l’istituzione e l’incremento di questi seminari, che contribuirebbero, con le proposte di cui sopra, a rendere il nostro corso meno teorico.

Inoltre, proponiamo di introdurre una didattica che si concentri non solo sulla teoria ma anche sulla pratica come ad esempio la trattazione di casi concreti in aula o la possibilità di redigere dei testi giuridici. La nostra idea è quella di far sì che la comunità studentesca sia in gradi applicare i concetti teorici alle situazioni reali che si possono verificare.

Italiano per diritto

Il corso di studi in Giurisprudenza è troppo improntato su profili teorici, per questo, anche considerando l’istituzione del semestre anticipato di pratica forense, abbiamo sostenuto e promosso l’attivazione del seminario di Italiano per il diritto (3 CFU), finalizzato all’apprendimento della scrittura di atti giuridici e pareri sia in ambito civile che in ambito penale.

Ricevimenti di gruppo

Non è raro che lз studentз si sentano a disagio nel chiedere chiarimenti allз docenti, nonostante i ricevimenti siano uno degli strumenti più utili per confrontarsi, chiarire dubbi e chiedere suggerimenti sull’approccio alla materia. Abbiamo chiesto all’Ateneo di prevedere dei ricevimenti collettivi con data fissa. Il Dipartimento ha attivato i ricevimenti collettivi per le matricole, soggetti solitamente più in difficoltà e in soggezione ad andare ai ricevimenti singoli. I primi tentativi hanno visto una scarsa partecipazione, ma crediamo che possa essere uno strumento utile per aiutare lзi studentз a superare il consueto timore di presentarsi faccia a faccia con unǝ docente al classico ricevimento individuale. Crediamo che questo strumento sia un passo avanti nella giusta direzione e vogliamo che venga esteso anche agli anni successivi, non limitandosi solo al primo anno. Inoltre, il Corso di Giiurisprudenza ha introdotto lз cosiddettз “tutor d’aula”, cioè dottorandз che affiancano lз docenti di un corso affinché lз studentз possano chiedere consigli sul metodo di studio e fare domande sulla materia. Attualmente questo programma è stato attivato solo per i corsi del primo anno del secondo semestre, ma chiediamo che venga esteso a tutti i corsi del primo anno e valutare insieme alla comunità studentesca di attivarlo anche per gli anni successivi al primo.

BIBLIOTECHE E AULE STUDIO

All’interno del nostro percorso di studio ci sono due spazi la cui importanza viene enormemente sottovalutata, se non del tutto ignorata: aule studio e biblioteche.

Tra spazi ridotti, con la conseguente mancanza di posti, e mancanza di prese per ricaricare i propri dispositivi elettronici, abbiamo tuttз sperimentato le carenze nella gestione delle aule studio. Queste evidenti problematicità portano anche a un doppio effetto negativo, finendo spesso per costringerci a utilizzare le biblioteche per sopperire alle mancanze in tal senso dei poli in cui studiamo.

Allo stesso tempo è bene notare che negli ultimi anni le biblioteche abbiano visto le proprie risorse economiche ridursi comportando una diminuzione delle ore di apertura e il mancato rinnovamento di un corso di formazione aperto a tuttз lз studentз facentз riferimento alla biblioteca della Sapienza (dipartimenti di Giurisprudenza e di Scienze politiche), riguardante l’utilizzo ottimale delle risorse bibliotecarie alle quali ci approcciamo solo durante la stesura della tesi, spesso ignorandone le potenzialità negli anni precedenti.

E’ importante che questi spazi ritornino ad avere un ruolo centrale nella nostra formazione e funzioni distinte, per questo ci impegniamo a promuovere un netto miglioramento per quanto riguarda la loro fruibilità per tuttз lз studentз.

SPAZI

Il nostro dipartimento da sempre soffre di una estrema diffusione sul territorio pisano, che ci porta a dover seguire corsi consecutivi in poli lontani chilometri. In particolare, lo spostamento tra Polo Piagge e zona Centro risulta particolarmente scomodo e complesso, tanto per la componente studentesca che per quella docente, che si trova spesso a dover correre per la città o a dover modificare gli orari delle lezioni. Chiediamo che il Dipartimento si adoperi per strutturare un piano che ci permetta di avere uno nostro spazio, con aule sufficientemente ampie da poter contenere la nostra numerosità. Nell’attesa che Giurisprudenza abbia un polo proprio, considerando le tempistiche dell’edilizia, chiediamo si presti maggiore attenzione a una migliore organizzazione dell’orario delle lezioni, garantendo un tempo congruo per gli eventuali spostamenti e soprattutto per la pausa pranzo, la cui richiesta proviene anche direttamente dell’Ateneo.

Inoltre, è necessario che il dipartimento si responsabilizzi sulla ordinaria manutenzione dei nostri spazi senza aspettare la situazione emergenziale per intervenire. Per questo motivo, ci proponiamo di fare pressione al Dipartimento affinché questo avvenga.

APPELLI, ESAMI E QUESTIONARI

Fasce orarie

In sede d’esame, a causa dell’elevato numero di iscrittз all’appello si verificano lunghe attese e rinvii improponibili, che mettono maggiormente in difficoltà le persone pendolari. Abbiamo proposto molte volte l’adozione di fasce orario, ma, in commissione paritetica, lз docenti sono risultatз più inclini ad adottare il metodo delle fasce giornaliere per dividere lз iscrittз agli esami in mattina e pomeriggio a seconda dell’elevato numero di iscritti. Nel prossimo mandato ci impegneremo che questo avvenga e che vengano previste nel regolamento di Dipartimento.

Idoneità lingue straniere

L’indirizzo del Dipartimento, su nostra sollecitazione, è stato quello di implementare l’offerta formativa nell’ambito delle lingue straniere, dando la possibilità di scegliere e sostenere l’esame di idoneità di spagnolo giuridico, in alternativa a quella già prevista di inglese giuridico. Negli ultimi due anni accademici questo corso non è stato riattivato per mancanza di fondi: si trattava infatti di una docenza a contratto che non è stata rinnovata a seguito delle dimissioni del docente. Vogliamo che il nostro Dipartimento si impegni a rinserire tale corso nella programmazione didattica dell’a.a. 2027/28.

Fuoricorso in itinere

Nella nostra università, gli appelli straordinari sono ad accesso riservato per la componente studentesca fuoricorso, lavoratrice e per genitorз. Non pensiamo sia sufficiente dare la possibilità di fruire di un numero maggiore di appelli nel momento in cui si è già fuoricorso: dobbiamo permettere a chi resta indietro con gli esami di poter fruire di agevolazioni che aiutino a sostenere le nostre carriere.

Per questo nel 2019 abbiamo proposto e poi sperimentato nel dipartimento di Giurisprudenza il “fuoricorso in itinere”. Questo strumento permette di usufruire degli appelli straordinari a chi è rimastǝ indietro con gli esami fondamentali degli anni precedenti rispetto a quello attuale di iscrizione.

Dopo due anni di sperimentazione, il Consiglio di Dipartimento ha deciso di non rendere definitivo il fuoricorso in itinere: questo strumento si è dimostrato durante la sua sperimentazione molto utile a gran parte della componente studentesca, nonostante sia stato sperimentato in un periodo complesso come quello pandemico.

Ne abbiamo parlato più volte in Commissione paritetica e ci è sempre stato negata la possibilità di reintrodurlo. Siamo convintз che questa misura possa essere utile anche in ottica di una riduzione sostanziale dei tempi di laurea, uno degli aspetti più critici del Dipartimento.

Chiediamo che il Dipartimento si adoperi affinché il fuoricorso in itinere sia ripristinato e che l’Ateneo stesso prenda esempio ed estenda questo strumento a tutti i corsi di ogni Dipartimento: non vogliamo agire sullз fuoricorso quando già lo sono, vogliamo che sia possibile recuperare gli esami nel caso ce li si lasci indietro, usufruendo di un numero maggiore di appelli e potendoli meglio distribuire nel tempo.

STUDENTə LAVORATORə

Lo status di studentə lavoratorə nel nostro Dipartimento presenta alcuni problemi che riteniamo sia fondamentale affrontare: in primo luogo, in un sistema lavorativo come quello presente, contraddistinto da una notevole precarizzazione, riteniamo necessario permettere anche a chi svolge prestazioni di tipo occasionale di avere il riconoscimento dello status di studentə lavoratorə.

Per questo, crediamo che il vincolo dei tre mesi previsto dal regolamento sia limitante ed porti all’esclusione di molte persone che avrebbero pieno diritto ad accedere alle agevolazioni previste per questa categoria.

Allo stesso modo riteniamo sia dovere del Dipartimento riconoscere questo status anche a coloro che svolgono tirocini curriculari, soprattutto con l’approvazione del tirocinio anticipato, che permette di accedere con un semestre di anticipo alla pratica forense e notarile, avendo questo tutti i requisiti richiesti dal Regolamento Didattico di Ateneo.

Da ultimo, crediamo che siano necessarie una maggiore informazione e diffusione di questo strumento, tramite una pubblicazione più capillare.

ATTIVITA’ CULTURALI

Da anni sosteniamo la necessità che l’università non diventi una fabbrica di esami, un luogo dove entrare e uscire senza mai riuscire a viverlo al meglio.

Per questo, abbiamo sempre cercato di proporre un programma di eventi aggregativi e ricreativi, ma anche alternativi alla didattica tradizionale e frontale, degli spazi di riflessione dove continuare a sviluppare il nostro pensiero critico.

Beppe a Legge, il giornalino del nostro Dipartimento, è uno dei tanti esempi del nostro impegno nella creazione di spazi dove la componente studentesca possa esprimere opinioni e idee che superino il nozionismo accademico.

Nell’attuale mandato abbiamo anche organizzato due eventi su due importanti referendum: quello proposto dalla CGIL e quello riguardante la “separazione delle carriere”.

Continueremo a proporre eventi, feste, aperitivi, conferenze e assemblee, perché l’Università non esiste senza la componente studentesca che la vive.

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO IN GIURISPRUDENZA

Piano di studi

Riteniamo che il piano di studi attuale sia positivo sotto alcuni aspetti, ma che sotto altri condensi troppi esami al terzo e quarto anno, proprio dove si ha il più alto indice di dispersione secondo le stime del dipartimento.

Vogliamo che si provveda a una revisione del piano di studi per renderlo più equilibrato, diluendolo.

Inoltre, riteniamo che l’obbligatorietà del secondo anno di sostenere uno dei due esami tra Diritto Agrario e Regolazione dei mercati sia troppo limitante e per questo motivo chiediamo che nella rosa degli esami ne possano essere inseriti altri che appartengano allo stesso settore disciplinare.

Esami a scelta

Una delle critiche che spesso vengono mosse al piano di studi del corso di laurea di Giurisprudenza riguarda la tematica dei 6 cfu a scelta libera, sostanzialmente ridotti al conseguimento del quinto esame opzionale. Il regolamento prevede la possibilità di sostenere esami all’esterno del dipartimento, solo se giudicati coerenti con il piano di studi.

Grazie al nostro intervento nella commissione didattica, è stata stilata una tabella degli esami la cui congruenza è riconosciuta automaticamente.

Ci impegniamo a monitorare affinché la Guida dello studente, pubblicata ogni anni, sia aggiornata con gli effettivi esami opzionali che si possano sostenere sia in dipartimento che in altri.

Prove intermedie

Nel nostro corso di studi ci troviamo a confrontarci con esami annuali da 12 e 15 CFU, con la possibilità di sostenere una prova intermedia, non registrata sul libretto, che ottiene una valutazione non espressa nei canonici numeri ma in delle lettere, che esprimono delle fasce di voto: D 18-21, C 22-24, B 25-27 A 28-30.

Grazie alla modifica del regolamento didattico che abbiamo portato avanti come Sinistra per… Giurisprudenza ora è possibile sostenere la prima parte degli esami annuali anche durante gli appelli della sessione estiva, mentre prima si potevano sostenere solo nell’appello invernale, rallentando le carriere.

Il sistema della prova intermedia è sicuramente apprezzato e conveniente, ma si creano dei problemi nel momento in cui viene ad essere sostenuta la seconda parte dell’esame. Si riscontrano infatti frequenti casi in cui la componente docente non tiene di conto della lettera ricevuta nella prima parte, propone una media aritmetica che si basa sul voto più basso della fascia, con evidente detrimento del voto finale, o non valuta la diversità di peso tra la parte da 9 cfu e quella da 6 cfu.

Ci impegneremo per verificare qual è il metodo di assegnazione di voti preferito dalla componente studentesca e per farci portatorз di tali istanze presso le sedi adibite.

Criteri voto di laurea

Altro traguardo che vogliamo raggiungere è la revisione dei criteri di laurea. Ad oggi il voto di laurea è calcolato sulla base della media ponderata dei voti degli esami e solo chi parte da un punteggio di 105 può avere di diritto la lode, mentre chi parte da 103 o 104 deve sottoporsi a un procedimento aggravato, a discrezione del relatore con successiva accettazione da parte della commissione (la tesi al massimo vale 10 punti). Riteniamo che questo limite sia discriminatorio e ingiusto visto che anche chi parte da 101 potrebbe arrivare alla lode (101+10= 111). La nostra proposta è quella di far accedere al procedimento aggravato per l’ottenimento della lode anche chi parte da 101.

Convenzioni per anticipo pratica forense e notarile

Dopo anni di lavoro sul piano nazionale, abbiamo ottenuto di anticipare il semestre di praticantato forense per la componente studentesca di giurisprudenza, andando a bloccare i criteri di merito che erano originariamente stati previste e che prevedevano medie molto alte per potervi accedere.

A Pisa poi, abbiamo lavorato affinché si procedesse alla stipula di convenzioni tra il nostro Dipartimento e i consigli degli ordini degli avvocati e dei notai. Monitoreremo affinché queste convenzioni siano ampliate e aggiornate, e lavoreremo per garantire una giusta retribuzione del praticantato convenzionato.

Riteniamo però che tutto questo non basti: per rendere veramente accessibile questa possibilità, il Dipartimento dovrebbe impegnarsi a diffondere in modo più capillare la notizia a chi sta per affrontare l’ultimo anno di studi. L’altro grande tema che rende inaccessibile questa misura è, chiaramente, la struttura del nostro piano di studi, che molto spesso non permette allз studentз di arrivare al quinto anno di studi in modo sereno e senza lasciare esami indietro.

CORSO DI LAUREA IN DIRITTO DELL’IMPRESA, DEL LAVORO E DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Rimodulazione corso di laurea

Il corso di laurea D.I.L.P.A. prevede il conseguimento di 180 cfu suddivisi tra 24 esami, (14 fondamentali, 2 idoneità, 5 opzionali di indirizzo e 2 a scelta libera ). Si riscontra un carico eccessivo nel piano di studi del secondo anno. Nonostante la modifica del piano di studi, proponiamo ancora una volta una riforma del piano di studio condivisa con la componente studentesca, affinché gli esami fondamentali vengano distribuiti in modo equilibrato.

Tirocinio

È previsto l’obbligo di conseguire 6 cfu relativi al tirocinio curriculare, corrispondenti a una durata non inferiore a 250 ore di attività. Il tirocinio ha una funzione professionalizzante, ossia punta ad inserire la componente studentesca nel mondo del lavoro; a tal fine si può scegliere la struttura ospitante anche avvalendosi di quelle convenzionate o facendo convenzionare un altro ente. Le problematiche riscontrate dalla componente studentesca sono: la scelta di un ente pertinente al proprio curriculum tra quelli presenti nell’elenco dato a disposizione dal dipartimento, il riuscire a mettersi in contatto con lə ‘’responsabili dei tirocini ’ dell’ente prescelto, l’adeguamento delle ore ai CFU.

Un possibile incremento dell’offerta di tirocini potrebbe essere rappresentato dall’istituzione di una commissione con il compito di seguire la componente studentesca nella scelta dell’ente, sulla base del curriculum, fornendo informazioni utili sulle mansioni che dovrà svolgere.

Ulteriore figura di sostegno potrebbe essere rappresentata da una persona intermediaria che ci affianchi nel processo di avvicinamento all’ente. Riteniamo sia necessario, da ultimo, un maggiore coinvolgimento della componente studentesca nel ripensare l’adeguamento delle ore del tirocinio rispetto ai CFU.

Indirizzo dei curricula

All’immatricolazione ci viene chiesto di scegliere uno dei 4 curriculum facenti parte del corso di laurea, e i conseguenti 5 esami di indirizzo obbligatori.

La problematica sollevata dalla componente studentesca riguarda l’esame ‘’Istituzioni di diritto processuale ’, parte del curriculum ‘’Operatore giudiziario e dei servizi sociali ’, che viene percepito spesso come confusionario perché rappresenta un’unione fra i corsi di diritto procedurale civile e penale.

La logica di suddividere un corso sia in ambito civile che in ambito penale rende più complessa la preparazione e preclude di fatto la possibilità a chi frequenta di prepararsi sulla procedura più utile per il curriculum scelto. Vogliamo acquisire le nozioni di diritto processuale istituendo una rosa tra i settori di diritto processuale civile e diritto processuale penale a scelta della componente studentesca.

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN DIRITTO DELL’INNOVAZIONE PER L’IMPRESA E LE ISTITUZIONI

Da anni riportiamo le forti problematiche legate a questo corso di laurea, ormai tenuto in vita dallɜ studentɜ EMILDAI e poco valorizzato dal nostro Dipartimento. Recentemente, è stato deliberato l’accorpamento dei due curricula, con la creazione di un unico corso. Tale misura ha portato a una razionalizzazione dei corsi, ma non rappresenta ancora un punto di arrivo.

Riconoscimento della classe di laurea a livello nazionale

Da tempo ormai denunciamo che la Classe di Laurea LM/SC-GIUR non ha un riconoscimento all’interno dei concorsi pubblici: infatti, nonostante il profilo tecnico e specializzato delle persone che ottengono questa laurea, il titolo non viene riconosciuto in sede di bando, creando delle discriminazioni e dei disagi notevoli nelle persone che vorrebbero partecipare utilizzando il titolo di laurea magistrale.

Spesso purtroppo abbiamo come unica opzione sostenere una ulteriore laurea magistrale riconosciuta oppure cambiare direttamente corso.

In sede di paritetica abbiamo chiesto che l’università stessa si adoperi affinché la questione venga risolta a livello ministeriale, ma le risposte e i risultati ottenuti non sono state sufficienti. Non abbiamo però intenzione di arrenderci: lavoreremo perché questa Classe di Laurea venga riconosciuta a livello nazionale.

Tirocinio

Il tirocinio previsto per la Laurea Magistrale in diritto dell’innovazione per le imprese e le istituzioni prevede il conseguimento di 3 CFU, corrispondenti a 75 ore di attività. In generale, il corso aderisce alla lista delle convenzioni stipulate dall’Università di Pisa. Rimane poi sempre valida, per coloro che non vogliano avvalersi degli enti e delle imprese convenzionate, la possibilità di richiedere l’attivazione di specifiche convenzioni con un’impresa a scelta, secondo quanto stabilito dal Regolamento didattico dell’Ateneo, attraverso la compilazione di uno specifico form online.

Tuttavia, al fine di rendere realmente più formativa l’esperienza di tirocinio, la nostra volontà è quella di attivarci per creare una lista specifica per la laurea magistrale in diritto dell’innovazione in aggiunta a quella generale, che preveda convenzioni mirate con imprese che meglio si prestano al profilo del giurista dell’innovazione e che permettano l’apprendimento di competenze strettamente legate a quelle fornite dal percorso scelto.

Già in precedenza il corso aveva attivato alcune convenzioni specifiche, oggi scadute: tuttavia il loro numero era esiguo e spesso richiedevano requisiti che le rendevano meno accessibili, come una certificazione di livello B2 di lingua inglese o la possibilità di spostarsi in altre regioni.

Vogliamo che venga posta maggiore attenzione al tirocinio della laurea magistrale e che vengano attivati tirocini specifici realmente formativi e innovativi, senza la previsione di requisiti all’ingresso.

Riduzione degli esami curriculari

Il piano di studi della laurea magistrale comprende numerosi esami divisi in moduli e che si estendono su entrambi i semestri: riteniamo che sia necessario rendere più compatti tali insegnamenti, limitandoli in un singolo semestre e calibrandoli in base al numero di cfu previsti.

Aumento degli esami interdisciplinari e introduzione di laboratori

Riteniamo insufficiente la presenza di due soli insegnamenti (“Diritto dell’informatica, servizi informatici e sicurezza dei dati” ed “Economia e Diritto della Regolamentazione”) che si presentino sotto un profilo evidentemente multidisciplinare. Ci attiveremo, al riguardo, affinché vi sia una maggiore integrazione del percorso di studio, a carattere ancora prettamente giuridico, con altre discipline (di tipo economico piuttosto che ingegneristico-informatico), affinché si veda realizzata quell’elevata specializzazione del giurista che tale corso è chiamato a fornire. Si rileva altresì una mancanza di praticità e tangibilità dello stesso, che potrebbe essere ovviata con l’attivazione di specifici laboratori, che permetterebbero di concretizzare le nozioni sulle nuove tecnologie apprese quotidianamente. Essi potrebbero sostituire o integrare la scelta libera da 9CFU prevista dal piano di studio.

Mantenere e incrementare l’uso delle registrazioni

Come studentɜ della laurea magistrale ci troviamo ad affrontare esami di transizione, i cui corsi si svolgono talvolta al secondo semestre, senza avere però a disposizione il materiale didattico adeguato: avere accesso da subito alle registrazioni rappresenterebbe un fattore di grande agevolazione per il superamento di queste prove entro il mese di dicembre, necessario ai fini del perfezionamento dell’immatricolazione nell’anno accademico in corso e comunque spesso essenziale per riuscire a seguire gli insegnamenti del corso.

Chiediamo quindi non solo che sia mantenuto e garantito il libero accesso alle registrazioni già esistenti, ma anche che l’uso di tale strumento didattico sia rivalutato e incentivato.