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Il 16 giugno 2017 sono uscite su diversi giornali, tra cui La Repubblica Firenze, le dichiarazioni dell’assessore regionale all’università e alla ricerca e vicepresidente della Regione Monica Barni.
L’assessore accoglie “con soddisfazione” il fatto che alle Camere sia stato approvato l’emendamento Cenni-Parrini che risolve il contenzioso tra Agenzia delle Entrate e ARDSU sventando il rischio di una multa che sarebbe potuta arrivare fino a 45 mln di euro.
Rimane però il problema dei 2.5 mln di euro derivanti dal nuovo trattamento fiscale di esenzione IVA a cui sarà sottoposto l’ARDSU già a partire da quest’anno, riguardo al quale non c’è stata una chiara espressione.

Secondo quanto riportato con le parole del presidente Marco Moretti, la previsione del DSU sarebbe quella di tagliare 100-150 € sul contributo monetario annuale che i borsisti ricevono in due tranche.
Questo sarebbe quello che si andrebbe a verificare se dovesse venire a mancare un investimento regionale per coprire gli effetti del cambio di regime, ciò che come studenti stiamo ormai da mesi denunciando, ovvero la ricaduta direttamente sulle spalle degli studenti di quello che è stato un problema di differenza di interpretazione di una norma da parte di DSU e Agenzia delle Entrate.

Ora sta alla Regione Toscana decidere se assumersi la propria responsabilità come ente proprietario dell’ARDSU e stanziare i fondi necessari alla conservazione dei diritti fino ad ora garantiti e sicuramente non ancora sufficienti, oppure disinteressarsi al problema ed essere la diretta responsabile dell’attacco ai diritti degli studenti.

Stando alle parole dell’assessore Barni, che numerose volte ha espresso pubblicamente la propria preoccupazione per le sorti del Diritto allo Studio, parrebbe quasi automatico prevedere che la Regione stanzi i fondi necessari per la tutela degli studenti, ma fino ad ora nessuna dichiarazione ha lasciato intendere un’intenzione di questo tipo, ma anzi le previsioni fatte dall’Azienda mostrano chiaramente come al momento non vi sia l’intenzione della Regione di rispettare fino in fondo le proprie parole.

In quanto rappresentanti degli studenti, e come studenti stessi, chiediamo che la Regione porti avanti fino in fondo quanto ha dichiarato, trasformando le parole in fatti. Risulta indispensabile che le parole spese in difesa del Diritto allo Studio si trasformino in uno stanziamento che tuteli un diritto sancito dalla Costituzione, utilizzando le parole dell’assessore Barni, e che in nessun modo vi sia una ricaduta negativa su quelli che sono studenti riconosciuti ufficialmente come aventi diritto ad agevolazioni per la propria carriera universitaria.

Oltre al fatto in sé risulta preoccupante come voglia essere fatto passare come un inevitabile peggioramento del servizio quella che sarebbe una mancanza di volontà politica della Regione Toscana, spianando la strada a successive restrizioni dei diritti ancora dichiarate come necessarie e la cui responsabilità arriva dall’alto.
Crediamo che il compito delle istituzioni sia ben più alto: fare economia sulle spalle degli studenti tagliando le loro borse di studio invece di cercare soluzioni complessive e ragionate sarebbe davvero un atto delegittimante e preoccupante.
Ci auguriamo che la collaborazione con i rappresentanti degli studenti e con il Governo auspicata dall’assessore Barni avvenga e ci dichiariamo assolutamente disponibili per questo, sperando che il confronto con quelle che sono le richieste degli studenti da mesi a questa parte possano portare ad una soluzione che sia effettivamente positiva per la componente studentesca e per il DSU.

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