pisa

Nell’ultimo anno i docenti di Ingegneria hanno sempre più manifestato lamentele riguardo ai disordini generati dalle proclamazioni di laurea. Per la componente docente la questione ha raggiunto il culmine nell’appello di settembre, dove si sono verificati degli episodi indecorosi che hanno visto alcuni studenti come protagonisti: persone travestite con costumi riconducibili a dei falli, assalti in biblioteca con travestimenti da supereroe ed ogni tipo di trovata goliardica sulle scale del polo A.

In risposta a questo, un docente ha avuto la brillante idea di informare un giornale locale dell’accaduto, mettendo in ridicolo la gestione delle lauree da parte della Scuola di Ingegneria e ponendo se stesso come strenuo difensore del buon costume, custode del mos maiorum, messo in pericolo dalla goliardia di alcuni studenti.
La Scuola di Ingegneria nella persona del Presidente, ha risposto con una commissione che avrebbe dovuto risolvere la questione una volta per tutte.

Invece che risolvere i problemi cercando una soluzione tecnica, la commissione ha proposto in tronco di eliminare le proclamazioni di lauree triennali nonostante la maggior parte delle azioni goliardiche sia avvenuta durante lauree magistrali; i laureati triennali hanno l’unica colpa di essere i più numerosi.


Sinistra Per… è comunque riuscita con un lavoro di mediazione ad evitare che venisse presa la decisione più drastica, facendo approvare una sperimentazione di controllo e riorganizzazione delle lauree nell’appello di dicembre.

La sperimentazione, che consisteva nella razionalizzazione del numero di laureandi convocati all’interno dell’aula magna in certe fasce orarie, il posizionamento di una bacheca temporanea e l’utilizzo di cestini provvisori, è andata per lo più bene.

Per pochi corsi e un ridotto numero di studenti sono comunque avvenuti alcuni disordini che palesemente non rappresentano la platea degli studenti laureandi.

L’accaduto ha però riportato la Scuola sull’argomento e Martedì 15, in commissione paritetica di Scuola, sarà posta in discussione nuovamente la possibilità di eliminare la proclamazione delle lauree triennali.

Un’altra proposta in gioco è l’organizzazione delle proclamazioni due volte l’anno al Palazzo dei Congressi (zona Piagge), pagando un affitto, seppur ridotto, il cui valore potrebbe però essere stanziato per agire su piani più critici (come la didattica).

Nella situazione attuale il corpo docenti è spaccato.

Una delle motivazioni addotte per la possibile eliminazione delle stesse è quello di voler tutelare agli occhi di osservatori esterni l’immagine di ingegneria e di voler eliminare il degrado creato dalle celebrazioni al polo A.

Come studenti, ovviamente, condanniamo tutti i casi di puro vandalismo, tenendo alla buona salute dei poli d’Ingegneria come membri della comunità accademica, poiché viviamo buona parte della nostra vita proprio in questi luoghi.

Ciononostante non possiamo tralasciare il fatto che il degrado viene creato quando non si ha né la voglia, né, a quanto sembra, le capacità di risolvere problemi logistici e dare risposte strutturali, e si preferisce la pratica, fin troppo tristemente nota, di vivere di espedienti, di soluzioni palliative o di decisioni restrittive.

Questo è anche fin troppo evidente pensando che quest’ultimo appello di dicembre è stato il primo, grazie alle nostre pressioni, in cui si è raccomandato a tutti i Presidenti di Corso di porre attenzione nell’organizzazione delle lauree, il primo dove ci si è resi conto che gli studenti vogliono attaccare volantini ironici, brindare con lo spumante e passare qualche minuto di gioia nel luogo dove hanno passato molti anni della propria vita.

Ci chiediamo se non ci siano tematiche più importanti da discutere in un organo quale la Scuola d’Ingegneria, potremmo suggerirne alcune come per esempio l’ammodernamento dei sistemi didattici o l’organizzazione e l’apertura di aule studio e biblioteche.