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Pensiamo sia superfluo spendere parole nel ricordare le celebri ordinanze anti-degrado del Comune di Pisa del 2018; non sono servite a risolvere alcun problema, ma hanno contribuito al processo di svuotamento dei luoghi di aggregazione del centro città.

Questo fenomeno – complice l’emergenza sanitaria – è aumentato drasticamente negli ultimi mesi.  In questo momento più che mai, riteniamo che la narrazione della “città della quiete” e della “città vetrina” non funzionino e non abbiano mai funzionato.
Questo sogno e progetto dell’attuale amministrazione, nei suoi tentativi di applicazione pratica, non ha fatto altro che allontanare e punire chi già la città, come città universitaria, la viveva ogni giorno e ogni sera. 

Queste ordinanze emanate nel nome del decoro e della vivibilità urbana, sempre che si possa parlare di vivibilità urbana nel contesto di una città ormai svuotata, puniscono e impediscono le azioni più naturali e normali come sedersi e mangiare in giro nel centro città, e, in un periodo di emergenza sanitaria, danneggiano i più bisognosi, senza risolvere alcun problema reale ma limitandosi a crearne altri.

Come non ha funzionato nel 2018, non funzionerà ora.

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La disposizione, in vigore dal 17 agosto fino al 31 dicembre, prevede il divieto “di sedersi, sdraiarsi o dormire sul suolo pubblico o nelle aree ad uso pubblico o aperte al pubblico passaggio, sui gradini dei piedistalli delle statue e dei monumenti, sulle soglie, sulle pavimentazioni, sui muretti, sui gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati purché attestanti su area pubblica o soggetta al pubblico transito, sugli spazi verdi, sugli arredi urbani (comprese le rastrelliere per le biciclette). È vietato altresì sdraiarsi e dormire sulle panchine pubbliche ovvero bivaccare nelle aree pubbliche ed in quelle soggette a uso pubblico o a pubblico passaggio”.

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