borse
Qualche giorno fa si è completato il procedimento di verifica effettuato dal DSU Toscana su un campione del 80% di studenti borsisti. Alcuni giornali locali hanno ripreso i dati pubblicati sul sito dell’azienda regionale, legando il discorso degli studenti che autocertificano il falso con il tema del nuovo Isee, visto come possibile palliativo per questo fenomeno.

Come Sinistra Per… riteniamo che bisogna tenere separati il fenomeno delle false o manchevoli dichiarazioni Isee da quanto sta emergendo in questi giorni riguardo gli effetti del nuovo decreto Isee: per quanto riguarda il primo tema, siamo sempre stati favorevoli a tutti i controlli che il DSU Toscana per accertare che le dichiarazioni sostitutive, necessarie per il calcolo dell’Isee, siano veritiere e che quindi lo studente si trovi in una situazione nella quale realmente necessita della borsa di studio, ma ci teniamo a precisare che spesso le difformità che vengono rilevate sono dovute ad errori che vanno attribuiti ai CAF, sia per errori materiali nell’inserimento dei dati sia nell’erronea comunicazione al richiedente dei documenti necessari per un calcolo corretto del suddetto indicatore; riteniamo profondamente sbagliato etichettare tutti gli studenti, ai quali è stato notificato un difetto nell’isee, come dei “furbetti” il cui intento era ottenere un diritto che non gli spettava, visto anche che solo in una parte dei casi si è arrivati alla revoca completa dei benefici.

Inoltre crediamo che vada assolutamente slegato il dato di espulsione dal diritto allo studio dalle difformità emerse nell’anno passato: il nuovo Isee infatti porta ad un aumento generale sia della parte reddituale che della parte patrimoniale, quest’ultima per effetto di una modifica nell’algoritmo di calcolo, che rivaluta, aumentandoli, tutti i possedimenti di un nucleo familiare. Non si tratta quindi di un effetto dovuto ad una diminuzione di studenti che dichiarano il falso; questo fatto è confermato dalle prime analisi dei dati da parte del DSU, dalle quali emergono che molti studenti, ai quali non è mutata de facto la condizione patrimoniale dall’anno scorso ad ora, sono comunque rimasti esclusi dai benefici del diritto allo studio.

Riteniamo quindi che il nuovo decreto vada rivisto dal governo, che ad oggi va a negare la possibilità di accedere alla borsa di studio a tutta una serie di categorie di studenti che ad oggi necessitano relamente di usufruire di tali benefici per iniziare o continuare il loro percorso accademico, e respingiamo l’idea che tutti quelli che quest’anno hanno perso la borsa siano da catalogare come furbetti.