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La mattina del 18 ottobre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Ministra dell’Università e della ricerca Maria Cristina Messa saranno a Pisa per l’inaugurazione del nuovo Anno Accademico. Si tratta dell’ennesimo evento puramente simbolico, in cui i più alti rappresentanti delle istituzioni verranno a manifestarsi sul territorio, a fare saluti istituzionali e complimentarsi per la ripartenza. Non si può però parlare di una vera ripartenza senza un’Università che sia realmente accessibile. È da più di 10 anni che il nostro paese ha dimenticato e messo da parte l’università e il diritto allo studio. Come si è potuto notare da più di un anno, durante la pandemia, i problemi dell’università sono stati per nulla considerati.
Da anni l’università italiana subisce continui definanziamenti, dalla riforma Gelmini in poi la situazione è andata sempre peggiorando. Abbiamo assistito ad un progressivo smantellamento del welfare studentesco: alla scarsità di posti alloggio; sul territorio nazionale, all’istituzione della figura degli idonei non beneficiari, coloro che non riceveranno mai una borsa di studio anche se ne avrebbero diritto, per scarsità di risorse; all’introduzione dei corsi a numero programmato; all’aumento dei canoni di locazione nelle nostre città. Come se non bastasse, abbiamo assistito all’aumento della contribuzione studentesca (aumentata del 60% dal 2005 al 2015), anche attraverso l’introduzione di meccanismi punitivi contro coloro che sono ritenuti non performativi per il sistema, gli studenti fuoricorso.

Con la crisi pandemica la situazione è diventata insostenibile e ancora più evidente: sentiamo la mancanza di un luogo dove studiare, sentiamo la necessità di accedere realmente nei luoghi della nostra università. Anche seguire le lezioni ci è reso difficile.
L’Università di Pisa sta attraversando una vera e propria emergenza spazi.
Per questo motivo, abbiamo deciso di manifestare il nostro dissenso per una situazione che non può e non deve più essere tale.

Il 18 ottobre organizzeremo un sit in, venite con noi: vi aspettiamo!
Chiediamo un’Università più accessibile, più vivibile.