MERCOLEDÌ 8 GIUGNO ORE 14 PIAZZA XX SETTEMBRE

L’8 giugno, nelle sale del Comune di Pisa avverrà il primo incontro delle istituzioni che fanno parte del famoso nuovo tavolo, pronte a mettere a questa vicenda un nuovo tassello per realizzare il piano scellerato di devastazione e spreco che prevede la costruzione di questa Base.

In contemporanea noi, il movimento no base, ci ritroveremo nella stessa piazza, per continuare con i prossimi passi della nostra mobilitazione e tornare a ribadire insieme quanto migliaia e migliaia di persone il 2 giugno hanno affermato con forza e determinazione: il progetto della base militare va ritirato e i 190 milioni di euro devono essere destinati alle vere priorità del nostro territorio.

Chi ha pensato e tenuto nascosto in tutti questi mesi il progetto della nuova base l’8 giugno si chiuderà nuovamente in un palazzo fingendo di rappresentare la nostra comunità e facendo nuovi piani a porte chiuse per realizzare la base.

Noi, nello stesso momento, ci proponiamo di inaugurare in quella piazza un percorso di immaginazione, fantasia e riappropriazione del territorio, e lo vogliamo fare con un momento pubblico, alla luce del sole, a cui chiunque voglia potrà partecipare.

Loro rintanati nelle loro stanze, noi all’aria aperta. Loro con un progetto mortifero e distruttivo, noi con un piano tutto in costruzione per conoscere, proteggere e valorizzare i nostri territori e le nostre vite.

Abbiamo un patrimonio di conoscenza e di idee da mettere a servizio della nostra comunità e del nostro territorio. Crediamo che da qui si debba partire per pensare al futuro, non solo di Coltano ma di tutta Pisa, perché da qui, dalle aree protette grazie alle lotte dei movimenti del passato e del presente nasce la possibilità concreta di un’altra economia: che dia lavoro sicuro attraverso l’agricoltura, la tutela degli ecosistemi, delle specie, della biodiversità in generale.

Che faccia della tutela delle risorse naturali un cardine della lotta al cambiamento climatico, al rischio di alluvioni e alla desertificazione. Che parta dai paesaggi e dal patrimonio culturale per costruire un turismo sostenibile ma anche per arricchire la conoscenza e la ricerca e trovare così ancora nuovi passi che diano un futuro di sicurezza sociale alle generazioni che verranno dopo le nostre garantendo diritti e servizi pubblici dalla casa, alla scuola, alla sanità, al lavoro. La militarizzazione del territorio e l’economia di guerra portano invece solo distruzione e devastazione.

Troviamoci insieme: abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza, conoscenza e creatività per fermare i loro progetti e lavorare al nostro futuro.

Ci vediamo mercoledì 8 giugno.

Nessuna base per nessuna guerra!